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Case popolari ai nuclei rom di Scordovillo, scoppia il caso: il nodo delle graduatorie e dei requisiti

Il possibile trasferimento di nuclei familiari provenienti dal campo rom di Scordovillo negli alloggi di edilizia residenziale pubblica del comprensorio lametino si trasforma in un caso politico e amministrativo. A sollevare il fronte è il sindaco di San Pietro a Maida, Domenico Giampà, che contesta il metodo dell’operazione e smentisce qualsiasi coinvolgimento istituzionale del proprio ente. La questione dello sgombero dell’insediamento di Lamezia Terme esce così dai confini comunali per investire l’intera gestione del patrimonio Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) e il ruolo dei primi cittadini nelle scelte che impattano sui territori.

La contestazione sul metodo e la mancanza di alloggi disponibili

La dura presa di posizione del sindaco Giampà mette in luce un cortocircuito nelle comunicazioni tra gli enti sovracomunali e le amministrazioni locali. Il primo cittadino di San Pietro a Maida chiarisce di non aver ricevuto alcuna nota formale da parte dell’Aterp, della Regione Calabria o del Comune di Lamezia Terme, quest’ultimo capofila dell’ambito socio-assistenziale.

Oltre al difetto di coinvolgimento, emerge un ostacolo di natura strutturale: sul territorio di San Pietro a Maida non risultano alloggi Erp pronti all’uso. Gli immobili di proprietà dell’Aterp sono attualmente tutti occupati o dichiarati inagibili. La circostanza solleva interrogativi sulla reale mappatura dei beni che gli enti gestori intendono impiegare per la ricollocazione delle famiglie.

Il rispetto delle graduatorie e il quadro normativo

Il nodo centrale della vicenda si sposta sulla legittimità amministrativa delle assegnazioni straordinarie. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica sono beni vincolati a procedure d’accesso rigide, regolate da bandi, verifiche dei requisiti e graduatorie definitive gestite dalle commissioni competenti. L’ipotesi di destinare tali immobili a nuclei esterni ai canali ordinari genera forti preoccupazioni sul rispetto dei diritti dei cittadini che attendono un’abitazione da anni.

Un ulteriore elemento di complessità riguarda la verifica delle posizioni pregresse dei potenziali beneficiari. La normativa vigente esclude dalle procedure di assegnazione chi si sia reso responsabile di occupazioni abusive di immobili pubblici. Diventa quindi necessaria una preventiva attività di controllo per escludere cause ostative e garantire l’imparzialità dell’azione amministrativa, scongiurando il rischio di contenziosi o contestazioni per danno erariale.

Le richieste di trasparenza agli enti gestori

Per superare l’attuale fase di incertezza, viene chiesta la pubblicazione degli atti formali che guidano il piano di svuotamento del campo rom. La richiesta di trasparenza è indirizzata ad Aterp Calabria e alla Regione, affinché vengano specificati i Comuni interessati, la reale disponibilità degli immobili e la norma giuridica che giustificherebbe eventuali deroghe alle graduatorie ordinarie. La gestione di un’emergenza sociale storica non può prescindere dalla condivisione con i sindaci, che rivendicano il ruolo di custodi degli equilibri sociali e della legalità nei propri territori.