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Il nome Italia compie 3500 anni: il successo a Tiriolo della prima Festa dell’Istmo

Sabato 20 giugno 2026, nel pieno del solstizio d’estate, la comunità di Tiriolo ha vissuto un evento di straordinaria portata storica e culturale. L’esordio della Festa dell’Istmo Prima Italia ha registrato un’eccezionale partecipazione di pubblico, unendo amministratori locali e provinciali, istituzioni e cittadini in un progetto comune.

L’obiettivo condiviso è la valorizzazione del dato storico secondo cui in Calabria, e nello specifico nell’Istmo di Squillace-Lamezia, è nato il nome “Italia” ben 3500 anni fa. Un nome che, partito da Re Italo, si è esteso nei secoli fino alle Alpi e alle grandi isole, diventando il patrimonio comune dello Stato unitario nel 1861 e della Repubblica Italiana dal 1946.

Il messaggio di Mattarella e i documenti inediti

La sala della Casa della Cultura in Via Cavour si è presentata affollata in ogni ordine di posti. L’evento ha registrato la presenza del Presidente della Provincia di Catanzaro, del sindaco di Tiriolo Domenico Stefano Greco e dei rappresentanti di numerosi Comuni del territorio, oltre a ricevere il messaggio augurale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

I saluti di Luigi Puccio, coordinatore degli interventi per conto della Pro Loco guidata da Valentina Paone, hanno aperto la sessione dei lavori. Il filosofo Salvatore Mongiardo ha tenuto il discorso di apertura, seguito dall’intervento del docente universitario Luigi Mariano Guzzo. Quest’ultimo ha mostrato un raro documento, datato 5 ottobre 1993 e conservato dal defunto padre giornalista Teobaldo, che testimonia un incontro avvenuto a Copanello di Stalettì tra gli studiosi locali Libero Gatti, Antonio Gesualdo, Domenico Lanciano e Vito Maida con lo storico tedesco Armin Wolf. In quella sede, i presenti dichiaravano: «I sottoscritti si augurano che il territorio dell’attuale Calabria prenda ufficialmente il nome originario di Prima Italia». A distanza di 33 anni da quel confronto, il tema conserva intatta la sua attualità.

Le pergamene d’autore e il legame con Corfinio

Durante la manifestazione è stato rimarcato il riferimento al nome Italia consacrato a Corfinio tra il 91 e l’88 avanti Cristo, quando i popoli italici incisero tale nome sulle monete coniate durante la guerra sociale contro Roma. La motivazione del Premio Istmo Prima Italia, riportata sulle pergamene disegnate da Giuseppe Vergata, recita infatti: «al signor … che valorizza il nome Italia, nato nel nostro Istmo e consacrato a Corfinio».

Ai 29 premiati, oltre al riconoscimento cartaceo, è stata consegnata una bottiglia del pregiato “Amaro Re Italo”, prodotto a Cosenza dal liquorificio Qual’Italy di Enzo Serra con materie prime esclusivamente calabresi. In conclusione, il promotore e giornalista Domenico Lanciano ha esortato le autorità e le associazioni a concretizzare il progetto attraverso la nascita di un Centro Studi e del Museo della Prima Italia, destinato a raccogliere i reperti archeologici del territorio e a valorizzare i testi storici originali, molti dei quali custoditi nell’abbazia di Montecassino.

Il cammino sul territorio

Le celebrazioni sono proseguite nella mattinata di domenica 21 giugno 2026 con un’iniziativa sul campo. L’associazione sportiva dilettantistica Calabriando di Catanzaro, animata da Riccardo Elia e Felice Izzi, ha guidato il “Cammino della Prima Italia”. Il percorso lento si è snodato da Tiriolo fino a San Pietro Apostolo, dove i partecipanti sono stati accolti in occasione dell’annuale Sagra della Ciliegia.