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Calabria-Tunisia, nasce l’hub della formazione. Occhiuto: “Governare i fenomeni migratori investendo sulle competenze”

Un hub di formazione nel governatorato di Tunisi per mettere in rete istituzioni, università, imprese e servizi per il lavoro delle due sponde del Mediterraneo. Nasce con questo obiettivo il nuovo progetto internazionale della Regione Calabria denominato “Hub di Formazione in Tunisia – una cooperazione tra pari”, un’iniziativa della durata di 36 mesi e dal valore complessivo di oltre 7,4 milioni di euro.

Il progetto è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, con il cofinanziamento della Regione Calabria e dei partner coinvolti. I beneficiari diretti saranno circa 3.100, tra giovani, studenti, donne, formatori e operatori del sistema educativo e professionale tunisino.

Il ruolo della Calabria nella cooperazione euro-mediterranea

Per la Cittadella regionale si tratta di un passaggio politico che punta a ritagliare alla Calabria un ruolo nello spazio euro-mediterraneo. L’assessore regionale alla Cooperazione internazionale, Antonio Montuoro, lega il risultato a un lavoro iniziato nella precedente legislatura consiliare, quando guidava la Commissione Bilancio e Relazioni con l’estero.

“Tra le quattro regioni finanziate in tutta Italia c’è la Calabria, unica del Sud. Le altre sono Lombardia, Veneto e Toscana, quindi tre posti che cooperano da anni e adesso ci siamo anche noi. Per la prima volta nella storia”, dichiara Montuoro, evidenziando come l’iniziativa sia il frutto di un percorso avviato nel tempo.

L’assessore richiama anche un momento specifico: l’audizione del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, promossa nel marzo del 2025 in Consiglio regionale. “Ricordo bene l’audizione del Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli che promossi nel marzo del 2025 in Consiglio regionale, un evento storico, poiché si è trattato della prima audizione di un viceministro, proprio per discutere del ruolo delle Regioni nella cooperazione allo sviluppo e della necessità di costruire per la Calabria una dimensiona internazionale stabile, concreta e strategica. In quella sede sostenemmo una visione chiara: la Calabria, per la sua posizione geografica, la sua storia e la sua vocazione mediterranea, doveva diventare protagonista nelle politiche di cooperazione internazionale e nelle relazioni con i Paesi del Nord Africa”.

Strategie di sviluppo e gestione dei flussi migratori

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, inserisce l’hub all’interno di una programmazione più ampia che unisce formazione, lavoro e migrazioni regolari, con l’obiettivo di qualificare il personale direttamente nei Paesi d’origine.

“La Calabria guarda al Mediterraneo come a uno spazio di sviluppo e di opportunità. La realizzazione di questo Hub di formazione rappresenta il primo passo di una strategia ancora più ambiziosa”, afferma Occhiuto. Il presidente illustra poi le prospettive future: “Vogliamo sperimentare, in prospettiva, la presenza di Centri per l’impiego in Tunisia, per costruire canali regolari e qualificati di incontro tra domanda e offerta di lavoro e per individuare direttamente nel Paese nordafricano le professionalità richieste dalle nostre imprese. È una sfida che affrontiamo con una visione moderna, governando i fenomeni migratori e investendo sulla formazione e sulle competenze, che sono gli strumenti più efficaci per costruire sviluppo e creare nuove opportunità sia per la Calabria sia per i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo”.

Secondo il presidente, il territorio possiede le risorse necessarie per sostenere questo ruolo: “La nostra regione può diventare una piattaforma di cooperazione e innovazione, mettendo a disposizione le proprie università, gli Its Academy e l’esperienza maturata nelle politiche attive del lavoro”.

Le direttrici dell’intervento formativo

Le attività si svilupperanno lungo due canali principali. Il primo si concentrerà sulla formazione professionale nei settori dell’edilizia, delle costruzioni, dell’agricoltura, dell’agroalimentare, del turismo e dell’ospitalità. Il secondo riguarderà la formazione universitaria, attraverso percorsi congiunti tra gli atenei calabresi e tunisini in ingegneria, agroalimentare, professioni sanitarie e mediazione linguistica. I programmi didattici includeranno moduli su competenze digitali, transizione green, autoimprenditorialità, lingue e sicurezza sul lavoro per favorire l’occupabilità dei giovani tunisini in linea con le richieste del mercato.

Montuoro ribadisce la natura paritaria dell’intervento, inteso come cooperazione e non come assistenza: “Ho sempre sostenuto che la cooperazione internazionale non sia assistenzialismo, ma una leva strategica di sviluppo. Significa investire nelle persone, nella formazione, nel capitale umano e nella costruzione di opportunità condivise. Significa creare ponti tra territori, rafforzare relazioni economiche, culturali e istituzionali e generare crescita reciproca”.

L’assessore conclude sottolineando la rilevanza geopolitica dell’area: “Il Mediterraneo non è un confine. È il centro di una grande sfida geopolitica, economica e sociale che riguarda il futuro dell’Europa e dell’Africa. E la Calabria può e deve essere protagonista di questa nuova stagione. Con questo progetto rafforziamo il ruolo della nostra Regione come ponte naturale tra Europa e Nord Africa, valorizzando competenze, formazione e cooperazione come strumenti concreti di sviluppo, crescita e stabilità. Investire sulla formazione significa investire sulla stabilità delle comunità, contrastare la disoccupazione giovanile, ridurre le disuguaglianze e favorire uno sviluppo economico e sociale condiviso nell’intera area mediterranea. Oggi la Calabria dimostra di poter essere protagonista, attrarre risorse e trasformare una visione politica in risultati concreti”.