La discrepanza tra la narrazione istituzionale e la realtà del territorio emerge dai numeri ufficiali pubblicati dalla Regione Calabria in merito agli incendi boschivi. Il consigliere regionale Ernesto Alecci interviene sul tema, evidenziando i limiti del sistema di monitoraggio introdotto dalla governance guidata dal presidente Roberto Occhiuto.
I numeri del report regionale tra il 2022 e il 2025
Il modello basato sull’utilizzo dei droni, avviato nel 2022 con l’obiettivo di azzerare i roghi attraverso il controllo tecnologico, mostra un andamento che contrasta con i toni entusiastici della vigilia. Nel 2022 gli incendi totali registrati sono stati 685, con una superficie colpita di 6.450 ettari. L’anno successivo, nel 2023, a fronte di una diminuzione del numero di roghi, scesi a 515, si è registrato un incremento del territorio bruciato, salito a 8.520 ettari.
Nel 2024 la tendenza è rimasta stabile con 520 incendi e 7.118 ettari distrutti. Il picco critico è stato raggiunto nel 2025, quando gli incendi sono aumentati fino a 759, devastando ben 15.816 ettari di territorio, una superficie paragonabile all’intera estensione del comune di Lamezia Terme. In un solo anno la quantità di territorio andata in fumo è raddoppiata, mentre il numero complessivo dei roghi è cresciuto del 50 per cento.
Le critiche alla gestione e la richiesta di investimenti sul personale
L’analisi dei dati mette in discussione l’efficacia globale del piano, sollevando perplessità sulla reale capacità di prevenzione di uno strumento che era stato proposto come modello da esportare in altre regioni e in Europa.
“I roghi continuano a flagellare la nostra regione. I dati ufficiali smentiscono la propaganda del Presidente Occhiuto e il ‘famigerato’ sistema dei droni”, dichiara Alecci. Secondo il consigliere regionale, pur riconoscendo l’utilità marginale della tecnologia e il lavoro svolto dagli operatori del settore, l’approccio attuale non risulta sufficiente a proteggere il patrimonio boschivo calabrese. La proposta alternativa prevede uno spostamento delle risorse verso il potenziamento del personale e dei mezzi a disposizione delle strutture che operano direttamente sul territorio e che possiedono una conoscenza approfondita delle aree interne, per trasformare i piani annuali in interventi concreti ed efficaci.



