Il calo della popolazione giovanile nel Mezzogiorno non è un’emergenza improvvisa, ma il frutto di dinamiche demografiche ed economiche di lungo periodo. A pesare sono soprattutto decenni di rinvii sulle scelte strategiche necessarie per nodi cruciali come crescita, occupazione e infrastrutture. A chiarirlo in una nota è Luigi Sbarra, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud, che frena le polemiche:
«Il Mezzogiorno non ha bisogno di narrazioni allarmistiche né di strumentalizzazioni politiche su dati che descrivono fenomeni strutturali noti da anni. Nessun Governo può pensare di invertire questa tendenza con slogan, ricette semplicistiche o in poco tempo».
La strategia del Governo Meloni: ZES e incentivi
Secondo il Sottosegretario, l’obiettivo dell’esecutivo è ribaltare la prospettiva: permettere ai giovani di restare al Sud per scelta e non per necessità, offrendo loro lavoro, opportunità e reali prospettive di crescita. Una linea tracciata attraverso una strategia di lungo termine e politiche concrete avviate negli ultimi quattro anni, tra cui spiccano la ZES (Zona Economica Speciale) unica e i diversi incentivi occupazionali, i cui primi risultati si stanno già registrando in tutte le regioni meridionali.
Pur non negando le difficoltà ancora aperte, Sbarra invita a cambiare il modo in cui si racconta il territorio:
«Il Sud non può essere descritto esclusivamente attraverso le sue fragilità. Oggi abbiamo un Mezzogiorno che attrae investimenti, crea lavoro, rafforza l’export e torna a coprire un ruolo strategico per lo sviluppo del Paese e del Mediterraneo, guardando al futuro con una fiducia più solida rispetto al passato».
Nuovi fondi per imprese e ricerca: in arrivo 500 milioni
A conferma dell’impegno del Governo, il Sottosegretario ha richiamato il nuovo stanziamento annunciato dal Ministro del Made in Italy Adolfo Urso: oltre 500 milioni di euro destinati a sostenere l’innovazione, la ricerca e la competitività delle imprese del Sud.
Questa nuova misura si affianca a un precedente bando da 448 milioni di euro per gli investimenti sostenibili. L’obiettivo centrale del provvedimento è duplice:
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Rafforzare il legame tra il tessuto aziendale e il mondo delle università.
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Valorizzare le competenze academiche per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, creando i presupposti per trattenere e attrarre talenti.
«La direzione è tracciata e i frutti iniziano a vedersi. Ignorarli non contribuisce a una lettura onesta della realtà», ha concluso Sbarra.



