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Disturbi alimentari: negato il diritto alle cure, genitori e pazienti scendono in piazza

La sanità pubblica volta le spalle ai pazienti più fragili e il silenzio delle istituzioni fa rumore. Il prossimo 24 giugno, alle ore 10:00, un sit-in di protesta accenderà i riflettori davanti alla Cittadella Regionale. Pazienti e genitori si raduneranno per chiedere risposte immediate e un incontro urgente con il Dirigente Generale del Dipartimento Salute e Servizi Sanitari.

Il caso: un servizio vitale sospeso senza spiegazioni

La mobilitazione nasce da un’interruzione improvvisa. Ad aprile 2026, il progetto DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) attivo presso il Consultorio familiare di Via Sirleto-Mater Domini a Catanzaro è stato bruscamente sospeso.

Da quel momento, decine di utenti sono rimasti senza un punto di riferimento fondamentale per il proprio percorso di cura e sostegno psicologico. Lo scorso 16 maggio, un’istanza formale era stata inviata dai familiari al Dirigente Generale per comprendere i motivi dello stop e chiedere la riattivazione immediata del servizio. La risposta? Un silenzio assoluto.

“I DNA (Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione) non sono semplici disagi passeggeri. Sono patologie complesse che colpiscono il corpo, la mente e gli affetti. Interrompere le cure significa mettere a rischio la vita stessa dei pazienti.”

I numeri di un’emergenza sociale

I disturbi come anoressia, bulimia e binge eating rappresentano una vera e propria emergenza sanitaria che non può essere ignorata:

  • Oltre il 5% della popolazione italiana è colpita da queste patologie (più di 3,5 milioni di persone).

  • Il fenomeno riguarda in larga maggioranza le donne, ma è in costante crescita anche tra gli uomini.

  • L’età d’esordio si è drasticamente abbassata, colpendo bambini tra gli 8 e i 12 anni.

L’ambulatorio di Via Sirleto rappresenta un presidio di primo livello cruciale: per guarire servono percorsi multidisciplinari, continuità nelle terapie e, soprattutto, accessibilità pubblica. La salute non può e non deve diventare un privilegio per pochi, accessibile solo a chi può permettersi le costose cure private.

L’appuntamento: il 24 giugno alla Cittadella

Davanti al muro di gomma delle istituzioni, la decisione di scendere in piazza è diventata inevitabile. L’obiettivo del sit-in del 24 giugno è chiaro: ottenere che una delegazione di genitori e pazienti venga finalmente ricevuta dal Dirigente Generale per sbloccare i fondi o le tutele necessarie a riattivare subito il progetto DCA. La salute dei più giovani non può attendere i tempi della burocrazia.