I dati ufficiali sull’andamento del mercato del lavoro certificano una netta inversione di tendenza per le regioni del Mezzogiorno, che si impongono come motore trainante della crescita occupazionale del Paese. Secondo l’ultimo report dell’Inps sul precariato diffuso questa mattina, l’area meridionale mostra una vitalità inedita dal punto di vista dei contratti attivati nell’ultimo anno, riducendo le storiche distanze con il resto d’Italia.
Sui dati è intervenuto direttamente il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, che ha commentato con favore i numeri della rilevazione dell’istituto previdenziale.
“Il report INPS pubblicato oggi evidenzia il contributo rilevante della crescita occupazionale del Mezzogiorno alla dinamica nazionale: nell’ultimo anno, da marzo 2025 a marzo 2026, il Sud ha registrato circa 100.000 nuove posizioni di lavoro, pari a quasi il 30% dell’incremento complessivo registrato in Italia”.
La svolta dei contratti a tempo indeterminato
L’elemento di maggiore novità del report Inps risiede nella qualità dei nuovi rapporti di lavoro attivati nel Mezzogiorno. Non si tratta di occupazione stagionale o contratti a termine, ma di un consolidamento strutturale che premia la stabilità contrattuale, segnando un punto di rottura rispetto alle dinamiche precarie del passato.
“Dall’analisi emerge anche un ulteriore elemento significativo: il 75% dei nuovi contratti attivati nel Mezzogiorno è a tempo indeterminato. Un dato che conferma la crescita dell’occupazione stabile nel Sud. Questi risultati dimostrano che le misure attivate dal Governo Meloni, a partire dalla ZES Unica, stanno producendo gli effetti attesi. Gli incentivi agli investimenti e al lavoro stanno contribuendo a rendere il Mezzogiorno più attrattivo e competitivo”.
Le riforme dell’esecutivo e la tutela della contrattazione collettiva
La strategia per consolidare questa crescita si inserisce nella cornice dei recenti provvedimenti normativi varati dal Governo, con l’obiettivo dichiarato di agganciare gli sgravi fiscali alla qualità del lavoro e alla sostenibilità economica dei salari dei lavoratori.
“In questa direzione vanno anche gli sgravi occupazionali introdotti e rafforzati dal recente Decreto Lavoro, che puntano a consolidare il percorso di crescita incentivando occupazione stabile e di qualità, nel rispetto dei trattamenti economici previsti dai contratti collettivi maggiormente rappresentativi. La linea del Governo è chiara: creare più lavoro, ma soprattutto lavoro di qualità e duraturo nel tempo. Il rilancio del Mezzogiorno rappresenta una leva fondamentale per la crescita dell’intero Paese”.



