Un grave incendio ha devastato durante la notte l’insediamento di Boscarello, situato a Corigliano-Rossano, riaccendendo i riflettori sulle condizioni di precarietà vissute all’interno dei siti rurali e sulla necessità di interventi strutturali a tutela della legalità e dei diritti dei lavoratori.
Il bilancio del drammatico incendio e il salvataggio
Il bilancio del rogo registra un bracciante rimasto gravemente ferito, attualmente ricoverato in condizioni critiche presso il centro grandi ustionati di Brindisi. Le fiamme hanno avvolto rapidamente le strutture presenti, provocando anche l’esplosione di una bombola di gas. Solo il tempestivo intervento delle forze dell’ordine, dei Vigili del Fuoco e dei sanitari del 118 ha evitato conseguenze ancora più drammatiche, permettendo di trarre in salvo quattro persone rimaste intrappolate.
L’assessore al Welfare, alle Pari Opportunità e all’Inclusione Sociale della Regione Calabria, Pasqualina Straface, è intervenuta duramente sull’episodio, esprimendo la propria vicinanza alle persone colpite e ringraziando i soccorritori per il coraggio dimostrato.
“Il drammatico incendio che ha devastato nella notte l’insediamento di Boscarello, a Corigliano-Rossano, impone una riflessione immediata e un’azione coordinata da parte di tutte le istituzioni. Esprimo la mia più profonda vicinanza al bracciante rimasto gravemente ferito, attualmente ricoverato in condizioni critiche a Brindisi, e la totale solidarietà alle comunità della Sibaritide lambite da questo preoccupante e grave episodio.”
L’impegno della Regione Calabria contro il degrado rurale
Le verifiche sul posto indicano che l’area era occupata anche da cittadini appartenenti all’Unione europea, in particolare di nazionalità rumena e polacca. L’episodio conferma la necessità di proseguire con decisione i programmi di contrasto alla marginalità sociale e alla precarietà alloggiativa, una linea d’azione che la Regione Calabria sta portando avanti per superare la logica dell’emergenza.
“Davanti a simili tragedie il silenzio diventa complice. Episodi di questa gravità confermano l’urgenza di proseguire con determinazione le azioni finalizzate al superamento della precarietà abitativa e della marginalità sociale. È un impegno che riguarda tutti i lavoratori, a prescindere dalla nazione di provenienza, visto che in questo specifico caso le verifiche sul posto sembrerebbero riguardare anche cittadini appartenenti all’Unione europea, di nazionalità rumena e polacca. La Regione Calabria, seguendo la precisa linea d’indirizzo tracciata dal presidente Roberto Occhiuto per una gestione attiva dei flussi fondata sulla legalità, sta dimostrando nei fatti di mettere al centro l’elemento umano, abbandonando la logica della frammentazione per approdare a una visione strutturata. Abbiamo messo in campo una programmazione strategica da oltre 15 milioni di euro destinata all’accoglienza qualificata, dove strumenti come il progetto Su.Pr.Eme. 2, finanziato con fondi FAMI in raccordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e la rete anti-tratta Incipit ci permettono di edificare un’alternativa solida al degrado rurale.”
Gli interventi sul territorio e la tutela dei lavoratori
La rete di protezione e monitoraggio regionale ha già dimostrato la propria operatività in contesti recenti di sfruttamento e minaccia. Lo scorso 13 giugno, l’azione sinergica delle équipe multidisciplinari ha permesso di coordinare l’evacuazione e la messa in sicurezza di 15 cittadini di nazionalità nepalese nel territorio di Villapiana.
Questi lavoratori, già ascoltati dall’autorità giudiziaria in merito ai fatti avvenuti ad Amendolara, erano stati destinatari di gravi minacce estorsive. L’intervento congiunto del Polo Sociale, del CIDIS e della Flai Cgil ha consentito il trasferimento in strutture protette e l’avvio delle procedure per la tutela legale, l’inclusione socio-lavorativa e l’intermediazione abitativa a lungo termine.



