La nuova stagione del Cosenza si apre all’insegna della più totale incertezza, con la società costretta ad affrontare una vera e propria rivoluzione forzata a causa di scadenze contrattuali e trattative bloccate. La giornata odierna sancisce il formale disimpegno di figure chiave dell’ultimo organigramma. Arrivano infatti al capolinea i contratti del direttore sportivo Domenico Roma, del team manager Francesco Perna e del tecnico Antonio Buscè, con quest’ultimo ormai promesso sposo del Pescara.
A questo immobilismo tecnico si sommano le difficoltà sul fronte della governance. La trattativa per il passaggio di mano del club con l’imprenditore Vincenzo Rota vive una fase di preoccupante stallo, senza che al momento si registrino passi in avanti concreti capaci di sbloccare la pianificazione del prossimo campionato di Serie C.
Emergenza logistica e il nodo della sede per il ritiro
A complicare ulteriormente il quadro già frammentato si aggiunge la grana legata alla sede del ritiro precampionato, con un ventaglio di opzioni che si restringe drasticamente giorno dopo giorno. Dopo il passo indietro forzato dovuto all’indisponibilità di Lorica, è ufficialmente tramontata anche la pista che portava ad Aprigliano.
La ricerca di una struttura idonea resta in salita: Castiglione Cosentino è attualmente fuori causa per lavori di ristrutturazione, mentre non trovano alcun riscontro le indiscrezioni che convergevano su Camigliatello Silano e San Giovanni in Fiore.
Rivoluzione nell’organico e l’addio dei calciatori in scadenza
I riflessi di questa paralisi istituzionale si abbattono inevitabilmente sulla composizione della rosa, che perde pezzi pregiati per via dei contratti in scadenza. Il Cosenza saluta in un solo colpo un nucleo di calciatori composto da Moretti, D’Orazio, Kourfalidis, Garritano, Arioli, Baez, Beretta e Pompei.
La precarietà del progetto sportivo rischia inoltre di innescare un effetto domino sui pochi elementi ancora contrattualizzati. Il difensore Caporale è finito nel mirino della Salernitana, ma Guarascio avrebbe chiesto 500.000 euro per il cartellino, mentre il trequartista Rizzo Pinna continua a essere seguito con grande attenzione dall’Ascoli. Restano da monitorare anche i malumori di Mazzocchi e Florenzi, che si trovano a dover convivere ancora una volta con la precarietà organizzativa della società.
Le manovre dell’imprenditoria locale e il marchio storico
Mentre la gestione corrente arranca, si registrano movimenti paralleli sul fronte dell’imprenditoria locale per tentare di salvaguardare il calcio cittadino. Nelle ultime ore si è tenuto un vertice esplorativo che ha visto protagonisti, tra gli altri, gli imprenditori Alfredo Citrigno e Sergio Mazzuca.
Il punto fermo del nascente progetto è rappresentato dalla disponibilità del marchio storico “1914”, messo a disposizione da Pino Citrigno. Il piano strategico di questa nuova cordata resta tuttavia subordinato a un passaggio cruciale: la fattibilità di un accordo con la DB Rossoblù, o in alternativa con un’altra realtà calcistica del territorio, per rilevare il titolo sportivo e garantire la continuità del calcio a Cosenza.



