Una perturbazione proveniente dalle regioni settentrionali inizierà a interessare la penisola nella giornata di mercoledì 1° luglio 2026. Il netto contrasto tra l’aria più fresca in quota e il forte calore accumulato sulle pianure e nelle valli innescherà condizioni di marcata instabilità atmosferica. Tale scenario darà luogo a intensi temporali, forti raffiche di vento, grandinate, rovesci di pioggia e frequente attività elettrica.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le regioni coinvolte, ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. All’amministrazione territoriale spetta ora l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati.
I fenomeni meteorologici potrebbero determinare criticità idrogeologiche e idrauliche sull’intero territorio nazionale. La sintesi dei possibili rischi è consultabile nel bollettino nazionale di criticità e di allerta sul sito ufficiale del Dipartimento della Protezione Civile.
Le regioni colpite e i livelli di rischio
L’avviso prevede precipitazioni sparse a prevalente carattere temporalesco a partire dalla tarda mattinata di mercoledì 1° luglio 2026. Le piogge interesseranno il Piemonte, in particolare il settore centro-meridionale, la Lombardia, il Veneto, il Trentino-Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia e l’Emilia-Romagna. Le precipitazioni saranno caratterizzate da rovesci di forte intensità, raffiche di vento e grandine.
Valutando l’evoluzione dei fenomeni, per la giornata di mercoledì 1° luglio 2026 è stata dichiarata l’allerta arancione per rischio temporali su gran parte della Lombardia. Una più moderata allerta gialla riguarderà invece l’intero territorio di Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Basilicata. Lo stato di allerta gialla si estenderà inoltre su ampie porzioni di Piemonte, Lombardia, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia.
Focus meteo: temporali e grandine La combinazione tra alte temperature al suolo e infiltrazioni fredde in quota rappresenta la causa principale dei fenomeni intensi previsti, con il rischio di fenomeni localmente violenti legati ai forti colpi di vento e alle grandinate.



