Il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Antonio Battistini, ha respinto con decisione la ricostruzione diffusa dal consigliere regionale del Partito Democratico, Ernesto Alecci, riguardo alla vicenda di una giovane neuropsicomotricista che, secondo l’esponente dem, avrebbe abbandonato la Calabria per fare ritorno in Lombardia a causa della mancanza di attrezzature mediche.
Il capo del gruppo assembleare del Pd aveva sollevato il caso parlando di una spesa da circa 2.000 euro per strumentazioni destinate alla cura di pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico, sollecitata per mesi e mai autorizzata dalla direzione, fatto che avrebbe spinto la professionista a licenziarsi. Una versione che il vertice dell’azienda sanitaria ha definito non corrispondente ai fatti.
Le precisazioni dell’azienda sanitaria sulla sede lavorativa e sulle assenze
Secondo quanto chiarito dal commissario straordinario, la professionista in questione non avrebbe affatto scelto di lasciare la regione per fare ritorno nel Nord Italia, ma avrebbe optato per un trasferimento all’interno del territorio calabrese, nello specifico a Reggio Calabria. Le problematiche emerse nel corso del periodo di attività svolto presso la struttura di Soverato non sarebbero in alcun modo collegate a una carenza di presidi o strumenti di lavoro.
A supporto di questa tesi, la direzione dell’Asp ha diffuso i dati relativi ai servizi prestati dalla dipendente nei primi mesi dell’anno, precisando che tra gennaio e maggio 2026 la dottoressa è risultata in servizio per 65 giorni su un totale di 103 giornate lavorative previste, avendo beneficiato di una serie di permessi regolari. Dal verbale della direzione emerge inoltre che l’operatrice aveva avanzato diverse istanze per ottenere lo spostamento della propria sede operativa a Catanzaro, richieste che l’azienda non ha potuto soddisfare per stringenti esigenze di servizio e per la necessità di garantire la copertura dei turni nella sede di assegnazione originaria.
La polemica politica e la difesa della gestione del servizio
Il management dell’Asp di Catanzaro ha respinto le accuse di disorganizzazione e di scarsa attenzione verso le liste d’attesa e i pazienti fragili, definendo l’intervento del consigliere regionale come un tentativo strumentale di colpire la gestione complessiva del comparto sanitario calabrese.
Il commissario straordinario ha concluso sottolineando la necessità che il dibattito pubblico e il confronto tra le forze politiche rimangano ancorati alla verifica oggettiva dei dati amministrativi, evitando letture approssimative destinate a creare ingiustificato allarme tra le famiglie dei pazienti assistiti dalle strutture pubbliche.



