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Caso neuropsicomotricista, Alecci replica a Battistini: «L’Asp di Catanzaro ha fallito nella gestione»

Il caso della neuropsicomotricista che ha lasciato l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro continua ad alimentare il dibattito politico sulla gestione dei servizi assistenziali in Calabria. Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Ernesto Alecci, ha replicato alla nota stampa diffusa dal generale Antonio Battistini, commissario straordinario dell’Asp catanzarese. Secondo l’esponente di opposizione, l’azienda sanitaria avrebbe risposto con argomentazioni elusive nel tentativo di mascherare una evidente problematica gestionale.

Le accuse sulla gestione del personale e la carenza di strumenti

Al centro della polemica vi è la situazione di una professionista incaricata di seguire pazienti in età pediatrica affetti da gravi patologie. Alecci sostiene che l’attività della terapista sia stata ostacolata dalla prolungata assenza dei dispositivi necessari allo svolgimento del suo lavoro. In base a quanto dichiarato dal consigliere regionale, esisterebbero numerose email ufficiali con cui la specialista ha sollecitato per mesi la fornitura degli strumenti utili per la presa in carico dei bambini. Tali richieste avrebbero ricevuto un riscontro parziale soltanto a distanza di un anno.

Il capogruppo del Pd ha inoltre evidenziato una contraddizione nella condotta della direzione aziendale. Il commissario avrebbe definito la professionista come una risorsa difficile da gestire durante i primi sei mesi di attività, ma l’Asp ha comunque proceduto al rinnovo del suo contratto per un ulteriore semestre. La vicenda si è conclusa con il trasferimento della terapista in Lombardia, dove è risultata vincitrice di un regolare concorso pubblico. Alecci ha criticato la scelta del commissario di valutare pubblicamente questioni personali relative a ferie, permessi e motivi di salute della dipendente, rivendicando la natura documentata delle proprie affermazioni.

In merito alla gestione della vicenda, l’esponente del Partito Democratico ha espresso una posizione netta: “Il dato di partenza è chiaro: l’Asp non ha saputo gestire l’attività di una professionista che doveva prendersi cura di bambini con gravi patologie”.

Le perdite di bilancio e il pensionamento del primario a Soverato

La replica di Alecci non si limita alla vicenda della neuropsicomotricista, ma estende il focus ad altre criticità che colpiscono l’ente sanitario catanzarese. Tra i punti sollevati emerge la situazione finanziaria dell’azienda, con un riferimento alla recente approvazione del bilancio d’esercizio 2025, che ha registrato una perdita pari a 93.000.000 di euro, in netto aumento rispetto ai 19.000.000 di euro rilevati nel 2024.

A questo quadro si aggiunge il caso del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Soverato. Il primario della struttura ha scelto di andare in pensione nonostante la possibilità di proseguire la propria attività lavorativa. Secondo quanto riportato nella nota di Alecci, la decisione sarebbe maturata a causa delle mancate garanzie sul potenziamento del personale ospedaliero, elemento ritenuto indispensabile per garantire un adeguato supporto nel nosocomio.

Il rappresentante istituzionale ha concluso l’intervento richiamando la dirigenza a un cambio di rotta, sottolineando come le necessità dei cittadini debbano trovare risposta nelle strutture sul territorio: “Sarebbe meglio che la Sanità calabrese desse maggiori risposte all’interno delle corsie e non sui giornali o sui social”.