La formale regolarizzazione della posizione del Cosenza Calcio in vista del prossimo campionato di Serie C è ormai un dato di fatto, ma il percorso che ha condotto a questo traguardo si è rivelato estremamente tortuoso. Sebbene la scadenza del 16 giugno sia stata rispettata, la tifoseria e l’ambiente rossoblù non possono ancora considerare superata la fase di emergenza. Il via libera burocratico rappresenta esclusivamente la linea di partenza di una stagione agonistica che comincia con un ritardo evidente rispetto alle dirette concorrenti.
Il nodo del San Vito-Marulla e il soccorso da Crotone
A rendere lo scenario particolarmente complesso nelle ultime settimane è stata la questione relativa all’impianto di gioco. Il provvedimento con cui l’amministrazione comunale di Cosenza ha sospeso la convenzione d’uso dello stadio “San Vito-Marulla”, motivato dall’avvio di imminenti interventi di riqualificazione strutturale, ha privato temporaneamente il club della propria sede storica. Senza la disponibilità di un impianto idoneo, la stessa permanenza tra i professionisti è rimasta a forte rischio.
La risoluzione della crisi è giunta attraverso la sponda istituzionale e sportiva offerta dalla vicina Crotone. Il sindaco Vincenzo Voce e la dirigenza del club pitagorico, guidata da Gianni Vrenna, hanno concesso l’autorizzazione per l’utilizzo dello stadio “Ezio Scida”. Una scelta d’emergenza che ha permesso al duo dirigenziale composto da Eugenio Guarascio e Rita Rachele Scalise di allegare la documentazione necessaria alla domanda di iscrizione.
Solidarietà istituzionale e incertezze sul futuro societario
L’accordo per l’utilizzo dell’impianto crotonese ha trovato una spiegazione ufficiale nelle parole dello stesso patron del Crotone, Gianni Vrenna, il quale ha chiarito i motivi della scelta:
«Era doveroso da parte nostra. Di fronte a una situazione di difficoltà e al rischio di perdere il titolo sportivo, ci è sembrato giusto offrire la nostra disponibilità. Credo però che a Cosenza l’amministrazione comunale riuscirà a creare le condizioni affinché la squadra possa tornare a giocare nella propria città».
Nonostante il superamento dello scoglio infrastrutturale e la solidarietà manifestata tra le due realtà calcistiche calabresi, il quadro generale resta caratterizzato da forti incertezze. I rapporti tesi tra l’attuale proprietà, le istituzioni cittadine e la piazza non si cancellano con il semplice deposito delle carte federali, specialmente in una fase segnata dalle indiscrezioni sul futuro societario e sulle trattative per un’eventuale cessione delle quote.
Una programmazione da avviare in tempi record
Il tempo a disposizione per strutturare l’annata sportiva è ridotto ai minimi termini. Con il campionato di Serie C che prenderà il via il 23 agosto e l’esordio ufficiale in Coppa Italia di categoria fissato per il 16 agosto, la dirigenza si trova nella condizione di dover definire l’organico, lo staff tecnico e la sede del ritiro estivo in poche settimane.
Il ritardo organizzativo accumulato impone scelte rapide e precise. L’iscrizione mette al sicuro il titolo sportivo, ma la costruzione di una squadra in grado di affrontare il prossimo torneo richiederà uno sforzo immediato per evitare che la stagione nasca sotto il segno dell’improvvisazione.



