Un successo straordinario di pubblico e contenuti ha accompagnato il debutto dell’Associazione “I Riformisti”, che si è riunita questo pomeriggio presso il Museo del Presente di Rende. Di fronte a una sala letteralmente gremita, l’incontro ha aperto un dibattito tanto intenso quanto necessario sul progetto politico ideale per riportare il centrosinistra alla guida della Regione, provando a superare la crisi identitaria che sta attraversando l’intera area progressista, non solo calabrese ma italiana.
A coordinare i lavori con la consueta maestria è stato l’onorevole Sandro Principe. In veste di moderatore d’eccezione ed eccellente oratore, Principe ha scandito i tempi di un confronto denso e ricco di spunti programmatici, focalizzato sull’obiettivo principale del movimento: dare risposte concrete ai cittadini e riconnettersi con quel vasto elettorato che negli anni si è allontanato, deluso, dalla politica.
Il dibattito ha registrato un altissimo livello di partecipazione. Tra i tanti interventi che si sono succeduti sul palco, hanno offerto il proprio contributo Stefano Graziano, Francesco De Nisi, Giuseppe Aieta, Cosimo De Tommaso, Pina Incarnato, il Professor Enrico Caterini dell’Università della Calabria e Antonio Palermo. Ciascun relatore ha arricchito la discussione affrontando i nodi cruciali dello sviluppo calabrese, dal lavoro alla sanità, fino alle riforme istituzionali.
Il vero fulcro politico dell’evento è emerso proprio durante il dibattito, quando “negli interventi si è sottolineato come sia una associazione che nasce per discostarsi dalla sinistra del Pd che non vuol fare solo e sempre l’opposizione, ma che anzi sarà al fianco delle buone iniziative che prende la destra, come nel caso del nuovo ospedale di Rende all’Unical decisione che ha sposato il presidente Roberto Occhiuto ed alla quale non si può obiettare. Insomma un riformismo puro che sposa l’idea della giustizia, non dell’opposizione a tutti i costi”.
A tracciare la sintesi della linea politica è stato infine il segretario regionale Salvatore Magarò. Il segretario ha ribadito con forza la necessità di colmare quel vuoto politico che il Partito Democratico, da solo, non riesce più a riempire, sottolineando l’urgenza di una nuova spinta ideale per aggregare le forze sane, laiche, socialiste e riformiste attorno a programmi chiari, innovativi e realizzabili. L’ampia partecipazione di amministratori locali, movimenti civici e cittadini conferma che la proposta de “I Riformisti” si candida a essere una base solida e credibile per il futuro del territorio.



