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Sanità calabrese, il giovane medico Madeo racconta la decisione di tornare – VIDEO

Il rientro dei professionisti formati fuori regione rappresenta un segnale di evoluzione per il sistema sanitario locale. La testimonianza di Mattia Madeo, giovane medico calabrese recentemente laureato all’Università di Parma, offre uno spunto di riflessione sul mutamento delle prospettive occupazionali e strutturali all’interno del territorio.

Attraverso un intervento condiviso sui canali social dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, il medico ha ripercorso le tappe che lo hanno condotto a rivedere le proprie scelte professionali e personali.

L’esperienza sul campo e l’inversione di rotta

Il percorso del medico sembrava inizialmente orientato lontano dalla propria terra d’origine, a causa di pregresse esperienze poco piacevoli che facevano ipotizzare una rottura definitiva con il contesto locale. La svolta è avvenuta in occasione dell’emergenza legata ai casi di botulino, un momento critico in cui è avvenuto l’incontro con il professor Bruni. Da quel contatto è nata una sinergia che ha ridefinito le aspettative del giovane professionista.

«Mi ha risposto con grande entusiasmo e grande disponibilità», ha spiegato Madeo nel descrivere l’inizio di una collaborazione in ambito ospedaliero che ha aperto la strada al suo ritorno definitivo.

I segnali di cambiamento e il concorso di specializzazione

La percezione del sistema sanitario regionale da parte di chi si è formato in altre realtà italiane sta registrando una transizione. Le strutture ospedaliere calabresi vengono ora considerate aree idonee per una concreta evoluzione di carriera. La conferma arriva dalle scelte imminenti dello stesso medico, il quale il 21 luglio sosterrà il concorso per la scuola di specializzazione, decidendo di concorrere esclusivamente per la sede interateneo dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

La valutazione dell’attuale stato della sanità territoriale evidenzia una serie di progressi qualitativi nell’assistenza e nella gestione dei reparti. Il medico ha infatti rilevato la presenza di personale attento alla cura, alla persona e alle attività di ricerca, menzionando inoltre l’adozione del modello di rianimazione aperta come esempio di modernizzazione.

Il contesto attuale viene descritto come un percorso in divenire, dove la necessità di interventi strutturali coesiste con una chiara inversione di tendenza rispetto al passato. L’invito rivolto ai colleghi calabresi stanziati nelle regioni del Centro-Nord è quello di considerare il rientro per contribuire attivamente alla valorizzazione di un territorio a lungo sottovalutato, dove la strada da percorrere rimane lunga ma la direzione intrapresa risulta corretta.

 

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