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Rotonda Calopezzati, il sindaco replica a “Basta Vittime”: «La verità non è soggettiva, è protocollata»

Il dibattito attorno alla realizzazione della nuova rotatoria sulla strada statale 106 nel territorio di Calopezzati si arricchisce di un nuovo capitolo. Il sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea è intervenuto ufficialmente per rispondere alla nota del 23 giugno diffusa dall’organizzazione di volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” e alle posizioni espresse da Anas, ridefinendo i contorni della vicenda attraverso i documenti ufficiali dell’ente.

L’amministrazione comunale ha sottolineato la volontà di basare il confronto esclusivamente sugli atti formali e sui protocolli d’intesa, invitando tutte le parti coinvolte a una lettura completa della documentazione disponibile.

Il protocollo di gennaio e la situazione del torrente Cuppo

La ricostruzione del Comune parte dal protocollo numero 366 del 21 gennaio 2026, una segnalazione trasmessa via PEC ad Anas durante l’ondata di maltempo di quei giorni. Nel documento viene evidenziato testualmente che «i lavori di realizzazione della rotatoria hanno impedito il deflusso dell’acqua verso il torrente Cuppo» e che l’acqua stava già «filtrando verso abitazioni private e verso il sedime della SS 106».

A fronte delle recenti dichiarazioni di Anas, secondo cui le opere avrebbero al contrario favorito il deflusso idrico, il sindaco ha rimarcato come le fotografie allegate al protocollo smentiscano tale versione. Viene inoltre respinta la tesi secondo cui il Comune avrebbe parlato della rottura di un fantomatico argine artificiale. La posizione dell’ente, messa agli atti, specifica che il 17 marzo un’onda di piena del torrente Cuppo ha raggiunto il cantiere e, non transitando correttamente sotto il canale della statale, si è riversata sulla strada e sul piazzale della chiesa circostante.

Le cause dei ritardi e il danneggiamento della condotta

Un altro punto centrale della replica riguarda i tempi di esecuzione dell’opera. L’amministrazione ha respinto fermamente il tentativo di collegare i ritardi del cantiere al dissesto finanziario del Comune. La cronologia ufficiale dimostra che i lavori sono rimasti fermi per mesi a causa della necessità di spostare una linea elettrica Enel a 20 kV, un’interferenza complessa che non dipendeva dal bilancio comunale. Al contrario, i sottoservizi di stretta competenza municipale sono sempre stati gestiti e risolti in giornata.

Per quanto concerne la rottura della condotta idrica, il sindaco ha chiarito la dinamica tecnica: un escavatore ha urtato la tubazione in un punto che era stato già riparato diversi anni fa. La precedente riparazione ha ceduto a causa dell’impatto, confermando che la responsabilità dell’accaduto non è attribuibile alle scelte dell’amministrazione comunale.

L’invito alla trasparenza e il futuro dell’opera

Il Comune ha ribadito la massima stima per la causa portata avanti dall’organizzazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106”, confermando che la realizzazione della rotatoria rappresenta una priorità assoluta anche per i cittadini e per i tecnici di Calopezzati. Tuttavia, l’ente ha espresso rammarico per il fatto che l’associazione si sia basata solo sulla relazione tecnica prodotta da Anas, che rappresenta inevitabilmente la versione di una sola delle parti in causa.

L’invito finale rivolto all’organizzazione è quello di esaminare tutti gli atti depositati, a partire dal primo protocollo di gennaio, per avere un quadro oggettivo. La volontà del Comune resta quella di collaborare con Anas nelle sedi opportune, pretendendo un’opera eseguita a regola d’arte e sicura anche sotto il profilo idraulico.