«L’esito negativo, sull’accordo proposto da Consorzio Autolinee TPL, non può rappresentare la parola fine sulla vicenda AMACO. Oggi abbiamo il dovere di compiere uno sforzo ulteriore, perché la priorità assoluta è salvaguardare i lavoratori e garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale.»
È quanto dichiara il consigliere regionale Orlandino Greco, intervenendo dopo il mancato accordo che avrebbe dovuto aprire una prospettiva per il futuro dell’azienda.
«Da tempo, e soprattutto nel ruolo di sindaco, sostengo che il trasporto pubblico dell’Area Urbana debba essere ripensato attraverso una gestione unitaria e una società mista pubblico-privata capace di coinvolgere le istituzioni e un partner industriale. Quella continua ad essere, a mio giudizio, la prospettiva strategica verso cui dobbiamo andare dopo il 31 dicembre 2026, quando termineranno gli attuali affidamenti diretti. Ma oggi siamo davanti a un’emergenza diversa: prima di tutto bisogna salvare AMACO e, soprattutto, i suoi lavoratori.»
Secondo Greco, il mancato accordo rischia di aggravare ulteriormente una situazione già estremamente delicata.
«La decisione di interrompere il confronto con il Consorzio rischia di trasformarsi in una grave occasione perduta per i lavoratori e per l’intera città di Cosenza. In una fase segnata dal fallimento dell’azienda e dall’assenza di alternative industriali concrete, la disponibilità del Consorzio ad assorbire tutti i dipendenti rappresentava una possibilità reale da approfondire fino in fondo.»
«Comprendo che possano esserci aspetti da migliorare e garanzie ulteriori da richiedere, ma proprio per questo ritengo che il tavolo non dovesse interrompersi. In situazioni così complesse il dialogo è sempre preferibile alla contrapposizione, soprattutto quando sono in gioco oltre cento posti di lavoro.»
Greco richiama poi l’attenzione sulle conseguenze che potrebbero derivare dall’attuale situazione.
«L’alternativa che oggi si profila è quella dei licenziamenti collettivi, con il concreto rischio che oltre cento lavoratori si ritrovino senza occupazione o costretti ad affrontare un futuro fatto di precarietà e incertezza. Sarebbe una sconfitta per tutti.»
«Anche i cittadini rischiano di pagare un prezzo elevato. Un servizio ridimensionato o privo di una gestione stabile significherebbe maggiori disagi, minore efficienza e ulteriori difficoltà per chi ogni giorno utilizza il trasporto pubblico.»
Per il consigliere regionale la prospettiva di una società mista resta il traguardo da perseguire.
«La costituzione di una società mista pubblico-privata per la gestione del trasporto pubblico locale dell’Area Urbana resta la soluzione strategica sulla quale bisogna continuare a lavorare. È un progetto che guarda oltre l’emergenza e che dovrà necessariamente prendere forma dopo il 31 dicembre 2026. Dobbiamo costruire un sistema moderno, integrato e realmente rispondente alle esigenze di mobilità del territorio.»
Ma nell’immediato, aggiunge Greco, serve pragmatismo.
«Proprio per questo ritengo che la proposta del Consorzio non debba essere archiviata. Oggi rappresenta l’unica base concreta dalla quale ripartire per salvaguardare il lavoro, garantire la continuità del servizio e accompagnare il territorio verso il nuovo modello di gestione integrata dell’Area Urbana.»
«Apprendo inoltre che il liquidatore avrebbe già avviato le procedure finalizzate al licenziamento collettivo del personale e alla chiusura dell’azienda, con la successiva vendita dei beni. Uno scenario che impone a tutti una riflessione ancora più seria e responsabile.»
Greco conclude con un appello rivolto a tutte le parti coinvolte.
«È il momento di abbandonare rigidità e contrapposizioni. Chiedo che il confronto venga immediatamente riaperto, migliorando ciò che è necessario migliorare ma senza disperdere un’opportunità che potrebbe evitare conseguenze irreversibili. La città, i lavoratori e gli utenti del trasporto pubblico hanno bisogno di certezze. Oggi il senso di responsabilità deve prevalere su tutto, perché il tempo delle divisioni è finito e bisogna lavorare insieme per salvare occupazione, servizio pubblico e futuro della mobilità dell’intera Area Urbana.»



