Costruire una nuova frontiera del turismo subacqueo in Calabria significa individuare i siti di maggiore interesse storico-archeologico e naturalistico, comprendere i fabbisogni dei divers, organizzare servizi adeguati, integrare tutela ambientale e fruizione sostenibile e trasformare il mare in una destinazione competitiva, accessibile e governata da dati, competenze e visione. È questa una delle direttrici più importanti del percorso avviato dall’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria con l’Università della Calabria.
L’iniziativa si inserisce in una collaborazione che punta a mettere insieme alta formazione, ricerca applicata, rischi climatici, transizione verde e sviluppo territoriale. Il fulcro di questo percorso sarà un protocollo d’intesa con il Master di Secondo livello in Gestione della Transizione Verde e dei Rischi Climatici dell’Università della Calabria, afferente al Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche, che sarà sottoscritto nei prossimi giorni.
Un tavolo tecnico nella Cittadella Regionale per definire le linee d’azione
Ad esprimere soddisfazione è il Direttore generale dell’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria, Raffaele Greco, che nei giorni scorsi nella Cittadella Regionale di Catanzaro ha incontrato la professoressa Maria Mazzuca, docente di Banking and Finance, insieme al docente ordinario Pietro Pantano del Dipartimento di Fisica, per individuare le prime linee di collaborazione tra il Master, l’Ente e l’Università della Calabria, il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche e il Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy impegnati sui temi della sostenibilità, della transizione ecologica e della gestione dei rischi collegati al cambiamento climatico.
La bozza di convenzione prevede una collaborazione orientata all’organizzazione di attività formative, workshop, testimonianze, visite tecniche, seminari, esercitazioni, project work e tirocini curriculari rivolti agli studenti del Master. L’obiettivo è condividere competenze, casi studio, informazioni e dati utili a costruire percorsi formativi aderenti alle sfide reali dei territori. La collaborazione si inserisce nella missione del Master, diretto dalla professoressa Giuseppina Damiana Costanzo, che guarda alla sostenibilità, all’economia circolare e alla gestione dei rischi legati al cambiamento climatico come ambiti decisivi per la formazione di nuove professionalità.
L’ex Tonnara di Bivona diventa aula sul campo e centro studi sul clima
Una delle prime attività individuate riguarda l’organizzazione di una giornata formativa presso la sede operativa dell’Ente a Bivona, nel prossimo autunno. La giornata, articolata tra mattina e pomeriggio, trasformerà l’ex Tonnara in un’aula sul campo dedicata ai Parchi Marini Regionali, ai rischi climate-related, al consumo del suolo, alla circolazione delle acque, agli scenari futuri, al Piano generale del Parco, al ruolo essenziale dei dati e alla valorizzazione storica, culturale e naturalistica delle aree marine protette.
Il cuore della collaborazione sarà la capacità di connettere formazione teorica e gestione concreta. Nei Parchi Marini la transizione verde non è un concetto astratto: riguarda la qualità degli habitat, la pressione antropica, la vulnerabilità delle coste, i fenomeni ambientali emergenti, la tutela della biodiversità, la fruizione sostenibile e la capacità di assumere decisioni fondate su dati aggiornati, sistematizzati e leggibili. In questa prospettiva, il Piano generale del Parco e gli scenari futuri diventano strumenti fondamentali per programmare, monitorare e orientare le politiche di tutela.
Verso un osservatorio ambientale e un contest letterario sull’identità del mare
Nel quadro della collaborazione potranno essere approfondite anche ulteriori linee di lavoro, tra cui l’analisi multirischio delle aree del Parco, la riqualificazione energetica del parco macchine dell’ente gestore e la possibile istituzione di un osservatorio sui fenomeni climatici e ambientali che interessano le aree marine e costiere. Un presidio di raccolta, sistematizzazione e interpretazione dei dati potrebbe contribuire a leggere eventi ambientali rilevanti, come fenomeni anomali osservati lungo la costa, rafforzando la capacità dell’Ente di prevenire, comprendere e comunicare trasformazioni che incidono sugli ecosistemi.
Nelle premesse del protocollo d’intesa e della giornata formativa di Bivona, c’è anche il lancio di un contest letterario dedicato ai Parchi Marini, con l’obiettivo di costruire una narrazione capace di unire storia, mitologia, natura e arte. Proprio l’ex Tonnara si presta in modo particolare a uno storytelling dei luoghi, delle memorie e delle identità legate al mare. Accanto alla dimensione tecnico-scientifica, l’Ente intende infatti valorizzare anche la dimensione culturale dei parchi, perché la tutela ambientale diventa più forte quando le comunità riconoscono nei luoghi una storia da custodire e raccontare.
Dal confronto con l’Ateneo di Arcavacata, infine, è emerso anche il possibile riferimento al Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy, come ambito nel quale intercettare ulteriori opportunità di progettazione, innovazione e collaborazione. La sfida è costruire reti capaci di collegare università, aree protette, istituzioni, competenze tecniche, comunità locali e filiere produttive interessate alla sostenibilità. Dentro questa prospettiva, l’ente per i Parchi Marini della Calabria può diventare piattaforma di cooperazione tra sapere scientifico, gestione ambientale e sviluppo ecosostenibile.



