Il monitoraggio dei Livelli essenziali di Assistenza (Lea) relativo all’anno 2024, diffuso dal ministero della Salute, ha acceso un forte dibattito sulla situazione della sanità in Calabria. I risultati emersi dal report ministeriale hanno suscitato la dura reazione della Fp Cgil Calabria, che vede nei numeri la conferma di una crisi strutturale non più sostenibile.
“I dati sui Lea diffusi dal ministero della Salute certificano, nero su bianco, il fallimento senza appello della gestione sanitaria nella nostra regione”, afferma il segretario generale della Fp Cgil Calabria, Bruno Schipano. Secondo l’esponente sindacale, i dati non giungono inaspettati ma destano comunque profonda indignazione: “La realtà quotidiana vissuta dai cittadini nei nostri ospedali e nei territori è l’esatto opposto della narrazione virtuale fatta di annunci trionfalistici e slide patinate”.
Il crollo della medicina territoriale
L’aspetto più critico evidenziato dal Nuovo Sistema di Garanzia riguarda l’assistenza territoriale. La Calabria ha registrato un punteggio di 52 punti nell’area distrettuale, una valutazione che si colloca al di sotto della soglia minima di sufficienza, stabilita a 60 punti. Tale risultato colloca la regione come l’unica in Italia a non raggiungere la sufficienza in questa specifica macro-area.
“Questo dato non è solo un numero”, ribadisce Schipano, “è rappresentazione del deserto sanitario territoriale. La responsabilità politica è gravissima se si pensa che per potenziare la medicina di prossimità avevamo a disposizione la storica opportunità dei fondi PNRR”.
Il segretario generale sottolinea come il progetto di attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità stia mostrando forti limiti operativi a causa della carenza di personale e di una programmazione inadeguata, definendolo “un flop colossale, un’occasione clamorosamente persa” in cui le strutture corrono il rischio di rimanere scatole vuote e prive di servizi reali.
Il confronto con il panorama nazionale e il calo delle prestazioni
I dati evidenziano una tendenza negativa anche in altri settori. Mentre a livello nazionale si registrano timidi segnali di ripresa, la Calabria mostra un trend in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Anche l’area della prevenzione fa registrare performance in calo, posizionando la regione in controtendenza rispetto al resto del Paese. Per quanto riguarda l’area ospedaliera, pur mantenendosi sopra la soglia minima con 71 punti, si rileva una flessione giudicata preoccupante dal sindacato.
“Non c’è un solo indicatore che mostri una reale inversione di tendenza. La sanità calabrese sta letteralmente perdendo pezzi nell’indifferenza di chi governa”, dichiara Schipano.



