La situazione all’interno dell’appalto della refezione ospedaliera dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, gestito da cinque mesi dalla società Multiservice Sud, è al centro di una dura e dettagliata denuncia da parte dell’Unione Sindacale di Base (Usb) di Cosenza. Il sindacato segnala un quadro di forte criticità che spazia dalle violazioni delle norme di sicurezza a presunte condotte di persecuzione disciplinare nei confronti dei lavoratori.
Sicurezza sul lavoro e mancato rispetto delle prescrizioni
Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, il servizio stenta a decollare e si registrano pesanti ripercussioni sulla quotidianità del personale impiegato. La sigla sindacale evidenzia come la gestione sia caratterizzata da una “totale noncuranza delle norme sulla sicurezza con una vera e propria strategia di persecuzione disciplinare e psicologica”.
Tra le principali accuse figurano la mancata consegna integrale e regolare dei dispositivi di protezione individuale (DPI), che costringerebbe i dipendenti a operare in condizioni di precarietà o a provvedervi autonomamente. A questo si aggiungerebbe il mancato rispetto delle prescrizioni mediche per il personale con limitazioni fisiche, impiegato in mansioni non idonee. L’Usb denuncia inoltre la presenza di cantieri aperti durante la somministrazione dei pasti, circostanza che influisce negativamente sulla qualità del servizio e causa ritardi nell’erogazione all’utenza. Nei locali sarebbero persino state rimosse le sedie negli spogliatoi, impedendo le pause necessarie ad alcune lavoratrici secondo specifiche prescrizioni mediche.
Il presunto conflitto d’interessi e l’accanimento sanzionatorio
La reazione dell’azienda di fronte alle rimostranze dei lavoratori non sarebbe stata improntata al confronto. Il sindacato rileva un clima di forte tensione interna, caratterizzato da repentine modifiche unilaterali dei turni e da contestazioni disciplinari ritenute del tutto pretestuose.
“Nel giro di pochissimi mesi abbiamo assistito a un vero e proprio accanimento sanzionatorio, con decine di contestazioni disciplinari pretestuose e irricevibili tanto in un’ottica giurisprudenziale che nel merito.”
La denuncia si sposta poi sul piano della rappresentanza sindacale. L’Usb evidenzia un pesante conflitto d’interessi riguardante uno dei principali responsabili aziendali del servizio, il quale ricopre contemporaneamente il ruolo di segretario generale della Fisascat-Cisl di Cosenza. Questa doppia veste avrebbe favorito, secondo la ricostruzione dell’Usb, un’adesione alla sigla cislina pari a circa l’80% dell’organico in appalto, creando disparità e penalizzazioni mirate contro chi ha scelto di non allinearsi a tale sigla confederale.
L’appello alla stazione appaltante per il ripristino della legalità
La sigla sindacale di base esorta l’ente pubblico a intervenire tempestivamente per verificare le condizioni dell’appalto e tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti nel servizio mensa.
L’Usb ha infine chiarito di non voler tollerare ulteriori violazioni del contratto e dei diritti dei dipendenti. L’organizzazione ha annunciato di essere pronta ad attivare tutti i canali giudiziali, istituzionali e ispettivi competenti, oltre a informare le segreterie regionali delle varie organizzazioni sindacali per pretendere immediati chiarimenti e ripristinare condizioni di lavoro dignitose all’interno del sito ospedaliero.



