L’avvio del dibattito pubblico relativo al completamento e all’ammodernamento della Strada Statale 106 nel tratto compreso tra Catanzaro e Reggio Calabria segna una svolta nella lunga battaglia civile per la messa in sicurezza dell’intera arteria ionica. L’iniziativa, inaugurata presso la Cittadella Regionale della Calabria, è stata promossa da Anas alla presenza dell’Amministratore Delegato Claudio Andrea Gemme, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e con il contributo istituzionale del Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.
Dopo gli interventi compiuti negli ultimi anni sul tratto compreso tra Rocca Imperiale e Catanzaro Lido, l’avvio del percorso per la tratta meridionale rappresenta l’ultimo tassello per conseguire un ammodernamento complessivo dell’infrastruttura. Durante l’incontro sono state evidenziate la volontà politica del Governo di investire nell’opera e la posizione della Regione Calabria, orientata esclusivamente verso una struttura a quattro corsie con due corsie per senso di marcia e spartitraffico centrale.
Le ipotesi progettuali e le chiarificazioni sui tracciati
Nel corso della presentazione, Anas ha illustrato quattro ipotesi progettuali per il nuovo tracciato. L’attenzione si è concentrata sulle caratteristiche tecniche delle diverse opzioni, in particolare per quanto riguarda i livelli di sicurezza garantiti.
«Il dibattito pubblico non deve trasformarsi in un’occasione per sovraccaricare il progetto con richieste eterogenee o difficilmente realizzabili, rischiando di rallentare un’opera attesa da decenni. Oggi la priorità assoluta è consentire ad Anas di giungere rapidamente alla definizione del progetto, affinché i lavori possano iniziare nel più breve tempo possibile. Ogni ritardo significa rinviare ulteriormente la realizzazione di un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza, lo sviluppo e la competitività della Calabria» ha dichiarato l’ingegnere Fabio Pugliese, Direttore Operativo dell’Organizzazione di Volontariato Basta Vittime sulla Strada Statale 106.
Alle perplessità sollevate riguardo alle opzioni progettuali secondarie che prevedevano una sola corsia per senso di marcia, ha risposto il Direttore Tecnico di Anas, ingegner Bernardini, precisando che le reali alternative su cui l’azienda intende concentrare il lavoro sono unicamente le prime due, entrambe a quattro corsie con spartitraffico centrale. Le altre opzioni sono state predisposte per adempiere agli obblighi procedurali del dibattito pubblico e per la valutazione delle alternative previste dalla normativa da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
L’importanza della tempistica procedurale
L’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha ricordato che la normativa stabilisce tempi precisi per lo svolgimento del dibattito pubblico. Una conclusione tempestiva dell’iter permetterebbe di ridurre i costi procedurali, consentendo di destinare maggiori risorse finanziarie direttamente alla fase realizzativa dell’infrastruttura.
«Siamo convinti che questo sia uno dei momenti più importanti della nostra storia. Un momento che può segnare un punto di svolta. Per questo chiediamo di esserci. Perché insieme possiamo essere più forti del silenzio» ha concluso l’ingegnere Fabio Pugliese.



