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Via libera del Parlamento europeo ai negoziati sull’euro digitale

L’Europa compie un passo fondamentale verso il futuro dei pagamenti con l’approvazione, da parte del Parlamento europeo, dell’avvio dei negoziati per l’introduzione dell’euro digitale.

Si tratta di una nuova valuta elettronica emessa dalla Banca centrale europea, pensata per affiancare il contante senza sostituirlo e destinata a modernizzare il sistema dei pagamenti nell’eurozona, garantendo autonomia strategica rispetto ai circuiti finanziari esteri e fornendo uno strumento sicuro sia online che offline. La normativa prevede rigorose tutele per la privacy, l’obbligo di accettazione per la maggior parte delle imprese e la fornitura di servizi di base gratuiti per la cittadinanza.

Un voto favorevole tra spaccature politiche e consensi

L’approvazione del mandato negoziale è giunta a maggioranza con 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astenuti. Il dibattito in Aula ha tuttavia messo in luce profonde divisioni politiche, in particolare all’interno delle delegazioni italiane. Il centrodestra europeo si è infatti spaccato: la Lega e l’eurodeputato Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, hanno espresso voto contrario, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno sostenuto il provvedimento. L’unica eccezione rilevante tra le fila di Fratelli d’Italia è stata rappresentata da Sergio Berlato, che ha scelto di votare contro. Sul fronte dell’opposizione italiana, l’adesione è stata invece unanime da parte di Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Azione.

Caratteristiche e funzionamento della valuta elettronica della BCE

A differenza delle criptovalute private, l’euro digitale avrà corso legale e dovrà essere accettato in tutti i Paesi dell’eurozona. La moneta sarà utilizzabile sia attraverso connessioni internet sia in modalità offline, garantendo versatilità in ogni contesto operativo. I cittadini avranno diritto a servizi di base gratuiti, tra cui l’apertura di un conto dedicato, la gestione dei fondi e l’accesso ad almeno uno strumento di pagamento. L’obbligo di accettazione riguarderà la maggior parte delle imprese, con la sola esclusione prevista per i lavoratori autonomi e le microimprese. Per l’utilizzo sarà necessaria l’installazione di un’applicazione da impiegare come portafoglio digitale (wallet) per i pagamenti e i trasferimenti peer-to-peer.

Autonomia strategica e minore dipendenza da Visa e Mastercard

Uno dei pilastri cardine del progetto riguarda il rafforzamento della sovranità europea nei servizi finanziari. Attualmente, circa il 60% dei pagamenti con carta in Europa viene gestito da infrastrutture estere, prevalentemente statunitensi come Visa e Mastercard. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha evidenziato la rilevanza dell’iniziativa affermando: «Abbiamo bisogno di una soluzione europea perché vogliamo essere sovrani in casa nostra». L’euro digitale è dunque concepito come una risposta istituzionale per potenziare l’innovazione del blocco comunitario e ridurre la dipendenza geopolitica da fornitori esterni.

Garanzie sulla privacy e salvaguardia del contante

Tra le obiezioni sollevate dai contrari figurava il timore che l’euro digitale potesse portare alla scomparsa delle banconote fisiche o all’introduzione di forme di controllo sociale. La presidente della BCE ha smentito nettamente tali ricostruzioni, ribadendo che la nuova moneta «affiancherà e non sostituirà il contante».

A tutela delle banconote tradizionali, il Parlamento ha approvato un regolamento sul corso legale volto a preservare l’accesso e l’accettazione del contante in tutti gli Stati membri. Inoltre, entro la fine dell’anno la BCE presenterà un piano per il rinnovo delle banconote: «Il contante non sparirà, verrà ringiovanito», ha assicurato Lagarde. Sul versante della riservatezza dei dati, sono state integrate specifiche tutele affinché le transazioni possano essere verificate senza esporre le informazioni personali degli utenti, prevenendo qualunque rischio di monitoraggio di massa.

Le prossime tappe verso l’adozione

Come evidenziato dalla Banca d’Italia, l’iter legislativo entra ora nella fase del Trilogo, con l’avvio dei negoziati tra Parlamento europeo, Consiglio dell’UE e Commissione europea per la definizione del testo finale del regolamento. Contemporaneamente alla discussione politica, l’Eurosistema sta proseguendo con le attività di preparazione tecnica e sperimentazione. L’obiettivo istituzionale è completare l’intero processo legislativo entro dicembre, in vista dell’adozione definitiva dell’euro digitale entro la fine del 2026.