Un’operazione di verifica condotta dalla Guardia Costiera di Crotone ha riacceso i riflettori sul rispetto delle norme di sicurezza alimentare e sulla tracciabilità dei prodotti ittici somministrati nei locali della costa.
L’attività ispettiva, programmata nell’ambito dei monitoraggi estivi, ha riguardato diverse strutture di ristorazione situate nei territori comunali di Crotone e Isola Capo Rizzuto. L’obiettivo principale è stato accertare la regolarità della documentazione che attesta la provenienza del pescato destinato alla clientela.
Irregolarità accertate tra Crotone e Isola Capo Rizzuto
Al termine delle verifiche, sono risultate irregolari sei attività commerciali: due ubicate nel comune capoluogo e quattro nel territorio di Isola Capo Rizzuto. Durante le ispezioni, i titolari degli esercizi sanzionati non sono stati in grado di esibire la documentazione obbligatoria per legge, necessaria a dimostrare la reale origine dei prodotti ittici detenuti nelle cucine e nelle celle frigorifere. La tracciabilità rappresenta un elemento chiave della sicurezza alimentare, poichè garantisce la possibilità di ricostruire l’intera catena di distribuzione, dalla fase della cattura o allevamento fino al consumo finale.
Cibo sequestrato e sanzioni amministrative
L’assenza delle necessarie attestazioni ha portato al sequestro amministrativo di un quantitativo complessivo pari a 82 chilogrammi di prodotto ittico, suddiviso tra partite fresche e congelate. L’intero carico sottratto alla somministrazione verrà avviato alla distruzione, con costi a carico dei titolari delle strutture interessate. Contestualmente, a ciascuno dei sei ristoratori è stata elevata una sanzione amministrativa di 2.000 euro, per un totale complessivo di 12.000 euro di multe. L’intervento si inserisce in un quadro più ampio di controlli che la Guardia Costiera intensifica regolarmente nella stagione estiva, periodo in cui l’afflusso turistico determina un notevole incremento della richiesta di pescato nelle località balneari.



