La nuova tariffa TARI continua a far discutere il mondo produttivo di Lamezia Terme. A intervenire sulla questione è Fortunato Palmieri, componente di Confesercenti Lamezia, che chiede all’amministrazione comunale di rivedere gli aumenti previsti per le imprese, pari al 17%, ritenuti eccessivi rispetto alla situazione economica che stanno vivendo molte attività locali.
L’allarme di Confesercenti sui costi di gestione delle attività
Secondo i rappresentanti della categoria, un incremento delle tariffe in questo momento storico rischia di compromettere la stabilità economica di molti operatori della città.
«Un incremento di questa portata rappresenta un ulteriore peso per commercianti, artigiani e imprese che già devono affrontare quotidianamente l’aumento dei costi di gestione, delle materie prime, dell’energia e dei servizi – afferma Palmieri –. Il nostro non vuole essere un atteggiamento pregiudiziale nei confronti dell’amministrazione, ma una richiesta di attenzione verso chi ogni giorno contribuisce alla crescita economica e occupazionale della città».
Per l’associazione, la problematica trascende la singola cifra della tassa e tocca la tenuta stessa del tessuto commerciale. «È necessario aprire un confronto serio e trasparente – prosegue Palmieri – per comprendere le ragioni di questi aumenti e valutare se esistano margini per ridurre il peso sulle imprese. Il Comune avrebbe dovuto chiedersi se le aziende dispongano di utili e margini sufficienti a sostenere un incremento così elevato oppure se si sia preferito, senza alcun confronto con le associazioni di categoria, scaricare integralmente il 17% sulle imprese lametine come semplice risultato di un calcolo matematico finalizzato a coprire i costi generali. Se così fosse, sarebbe un fatto grave: si rischierebbe di generare tensioni sociali e di accompagnare molte aziende verso il default, con inevitabili ripercussioni su investimenti e occupazione. Purtroppo, sembra che queste valutazioni siano state tra le ultime prese in considerazione».
La richiesta di un confronto aperto tra istituzioni e categorie
Sulla stessa linea si attesta anche Christian Ferraro, delegato Fiepet di Confesercenti Lamezia, che richiama l’attenzione sulla necessità di stabilire un dialogo aperto tra le istituzioni locali e il mondo economico.
«Le imprese comprendono l’importanza di garantire un servizio di raccolta e gestione dei rifiuti efficiente – sottolinea Ferraro – ma è fondamentale che le tariffe siano sostenibili e proporzionate. Un aumento del 17% non può essere considerato un dettaglio marginale, perché si traduce in costi aggiuntivi che ricadono direttamente sulle attività».
Il tema assume un rilievo ancora maggiore alla luce del quadro generale: i dati Istat relativi agli indici dei costi di gestione dei rifiuti indicano che nel 2024 l’incremento complessivo dei costi del settore si è attestato intorno all’1,9%. Alla luce di questa discrepanza, l’associazione sollecita un approfondimento chiaro sulle dinamiche che hanno condotto alla delibera dell’aumento.
«La tutela delle imprese – concludono Palmieri e Ferraro – passa anche dalla capacità di creare condizioni favorevoli per chi investe, lavora e mantiene viva la rete commerciale della città. Per questo chiediamo un confronto costruttivo, nell’interesse di Lamezia Terme e del suo tessuto economico».



