HomeCronacaCostrette a prostituirsi in strada e...

Costrette a prostituirsi in strada e in albergo: la Procura di Crotone chiude le indagini

Chiusura delle indagini per l’inchiesta Medusa: fari puntati su una presunta organizzazione a carattere familiare accusata di gestire e sfruttare un giro di prostituzione tra Isola Capo Rizzuto e Crotone. La Procura di Crotone, sotto la coordinazione del procuratore capo Domenico Guarascio, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di otto persone (sette di nazionalità rumena e un italiano), dopo le otto misure cautelari eseguite dai carabinieri lo scorso agosto.

La presunta struttura associativa e i ruoli nel gruppo

Secondo l’impianto accusatorio, la presunta associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione vedrebbe al vertice il 35enne Ionut Onoriu Nita, indicato dai sodali con gli appellativi di “Boss” o “Grande Direttore”. A lui la Procura attribuisce la gestione delle direttive operative, la messa a disposizione dei mezzi per gli spostamenti e la gestione della cassa comune in cui sarebbero confluiti i proventi delle attività svolte da mogli e compagne. Tra i progetti attribuiti al vertice figurava anche l’ipotesi di estendere il raggio d’azione con l’affitto di un immobile a Cosenza.

Un ruolo di coordinamento sarebbe stato svolto dal fratello 41enne, Benone Nita, occupatosi dell’accompagnamento delle donne e della gestione congiunta dei ricavati. L’accusa individua inoltre quali partecipi Marcel Dumitru (32 anni) e Vasile Dumitru (35 anni), ai quali viene contestato il supporto logistico negli spostamenti, il reperimento dei clienti e la condivisione delle risorse economiche generate. A carico di Ionut Onoriu Nita figura anche l’imputazione per violenza sessuale aggravata nei confronti di una minorenne, reato che sarebbe stato commesso nel 2014 unitamente a minacce rivolte alla madre della giovane.

Le contestazioni ai gestori della struttura ricettiva

Il quadro d’inchiesta coinvolge anche la gestione di un motel situato a Crotone, riconducibile a Elena Visan (39 anni) e Aldo Marasco (74 anni). Ai due viene contestata la tolleranza abituale della prostituzione all’interno dell’albergo, con un profitto indiretto derivante dalla locazione delle stanze. Nello specifico, a Visan viene addebitata la gestione diretta dell’accoglienza e la consegna delle chiavi senza la prescritta identificazione degli ospiti. Per entrambi si ipotizza anche la gestione abusiva della struttura in assenza delle prescritte autorizzazioni di pubblica sicurezza e la mancata comunicazione delle generalità degli alloggiati.

I quadri difensivi e i prossimi passaggi processuali

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Luigi Villirilli, Francesca Buonopane, Vincenzo Girasole e Pasquale Le Pera. Con la notifica dell’avviso di conclusione indagini, le parti indagate dispongono di venti giorni per esercitare le facoltà difensive previste dal codice di procedura penale, quali la richiesta di interrogatorio, il deposito di memorie o la presentazione di documentazione, prima che la Procura valuti l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.