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Contratti cancellati e poi ripristinati: il pasticcio amministrativo sui medici cubani in Calabria

Scoppia una nuova bufera politica sulla gestione dei dottori caraibici inseriti nelle strutture sanitarie locali, a seguito delle recenti decisioni formalizzate dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. L’ultima disposizione aziendale, emanata a metà agosto 2026, annulla il decreto approvato solo cinque giorni prima, ridisegnando la posizione del gruppo iniziale di camici bianchi d’oltreoceano impiegati sul territorio.

A sollevare il polverone è l’esponente di minoranza Ernesto Alecci, che denuncia un evidente ripensamento burocratico e pretende spiegazioni immediate dai vertici regionali. Il consigliere evidenzia come l’annullamento della prima determina e l’adozione della successiva mettano a nudo un’evidente confusione nella governance delle risorse umane. Secondo il politico, il passaggio da una linea di esclusione al repentino reintegro della squadra originaria non deriva da novità sostanziali, bensì dall’azione di controllo promossa dall’opposizione.

Un reintegro dell’ultimo minuto e le ombre sulla programmazione

L’aggiornamento documentale dell’Azienda Sanitaria ha portato a galla un’ulteriore singolarità: la riammissione in extremis di un medico destinato all’emergenza-urgenza dell’Ospedale di Soveria Mannelli, inizialmente depennato dalle estensioni contrattuali di luglio. Per Alecci non si tratta di un banale ritocco formale, ma della conferma di un’attività amministrativa sconclusionata e priva di lineare visione strategica.

Il caso riapre il dibattito sull’intesa complessiva stretta dalla Regione con la società commerciale CSMC S.A., la cui validità è stata prolungata fino al termine del 2027 per colmare le carenze negli organici. L’esponente consiliare contesta duramente tale schema, sostenendo che l’altalena di decreti, proroghe e cancellazioni non fa che evidenziare la strutturale debolezza organizzativa dell’intero impianto sanitario.

I chiarimenti pretesi dalla Giunta

L’opposizione chiede ora trasparenza sui numeri reali: quanti siano effettivamente gli operatori attualmente operativi, con quali clausole contrattuali e quante siano state le defezioni o i rientri registrati nel tempo. L’episodio del presidio di Soveria Mannelli viene indicato come la prova tangibile di una navigazione “a vista”. L’interrogativo di fondo sollevato verte su chi guidi realmente il settore e secondo quali direttive, auspicando che la Giunta chiarisca le motivazioni che hanno spinto l’Asp a stravolgere le proprie determinazioni nell’arco di pochissimi giorni.