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Ponte sullo Stretto, la macchina organizzativa parte prima dei cantieri: Webuild avvia le selezioni di personale

Il Ponte sullo Stretto di Messina non ha ancora raggiunto la fase dei cantieri, ma la macchina organizzativa legata alla futura realizzazione dell’opera si sta già muovendo. Webuild ha infatti pubblicato a settembre una serie di posizioni lavorative riconducibili alle attività per la grande infrastruttura destinata a collegare Calabria e Sicilia.

Le figure professionali ricercate da Webuild

La campagna di selezione interessa diverse professionalità necessarie alla gestione di un’infrastruttura di dimensioni eccezionali. Gli annunci riguardano profili molto diversi, dagli operai specializzati agli ingegneri, passando per responsabili di cantiere, addetti al controllo qualità, contabili e specialisti informatici.

Le sedi indicate sono prevalentemente nell’area di Messina, mentre per alcune posizioni è previsto un primo periodo di lavoro a Roma prima del successivo trasferimento in Sicilia. Per quanto riguarda gli stipendi, le retribuzioni riportate negli annunci variano in funzione del ruolo e dell’esperienza richiesta, arrivando indicativamente, per alcuni profili qualificati, a circa 50-100 mila euro lordi all’anno.

Reclutamento in corso e il nodo delle autorizzazioni

La ricerca di personale non coincide però con l’apertura dei cantieri. Il progetto del Ponte si trova ancora all’interno di un percorso autorizzativo e amministrativo articolato. Le offerte pubblicate da Webuild rappresentano quindi una fase preparatoria legata alla prospettiva di realizzazione dell’opera, senza equivalere di per sé all’effettivo avvio dei lavori.

Il quadro attuale è il risultato di un iter che ha già attraversato diverse fasi. Il CIPESS, il 6 agosto 2025, aveva approvato il progetto definitivo presentato dal MIT, comprendente anche il piano economico-finanziario e una previsione di fabbisogno complessivo indicata allora in circa 13,5 miliardi di euro. Successivamente, l’iter ha richiesto ulteriori passaggi e approfondimenti.

Tra gli elementi ancora rilevanti figurano le interlocuzioni con la Commissione europea sulle direttive relative agli appalti pubblici e alla tutela degli habitat. Il MIT ha comunicato a luglio 2026 che Governo, ministero e MASE stavano fornendo alla Commissione dati integrativi sul dossier ambientale. Nel frattempo, nel 2026 il dossier è rimasto al centro dell’attività del Governo e della società Stretto di Messina, con il ministro Matteo Salvini che a luglio ha fatto il punto con l’amministratore delegato Pietro Ciucci, confermando l’obiettivo di portare avanti il progetto. Il passaggio dalla progettazione alla piena fase esecutiva dipende dunque dal completamento degli adempimenti previsti.

Le caratteristiche dell’opera e le lavorazioni preliminari

Il progetto prevede un ponte a campata unica di oltre 3 chilometri, con sei corsie stradali e due binari ferroviari, affiancato da torri che dovrebbero raggiungere un’altezza prossima ai 400 metri. Tali dimensioni rendono particolarmente complessi gli aspetti tecnici legati alla realizzazione, a partire dalle condizioni geologiche e sismiche dello Stretto di Messina fino alle sollecitazioni provocate dal vento e al comportamento della struttura. Il MIT ha definito il collegamento come parte di un più ampio sistema infrastrutturale che comprende gli interventi stradali e ferroviari previsti in Calabria e Sicilia.

Prima della costruzione vera e propria dell’attraversamento saranno necessarie diverse attività preparatorie. Nel programma dell’opera sono comprese piste e viabilità di cantiere, campi base, interventi sui sottoservizi e bonifica da eventuali ordigni bellici. Il progetto prevede inoltre il coordinamento con gli interventi di competenza di RFI e Anas, disciplinato anche dall’accordo di programma sottoscritto nel 2026. Queste attività dovranno procedere in coordinamento con la progettazione esecutiva e con gli altri adempimenti previsti dal procedimento.

Dosaggio su due binari distinti

È in questo scenario che si inserisce la ricerca di personale avviata da Webuild. L’azienda sta costruendo una parte della struttura professionale necessaria alle attività connesse alla realizzazione del Ponte, mentre sul piano istituzionale proseguono gli adempimenti legati al progetto.

La situazione fotografa così due piani distinti: da una parte una campagna di assunzioni già partita, con posizioni aperte per diverse professionalità; dall’altra un’opera che deve ancora completare il proprio percorso amministrativo e tecnico prima della piena apertura dei cantieri. Il Governo mantiene l’obiettivo indicato per il completamento dell’infrastruttura, mentre il calendario effettivo delle singole fasi resta legato all’avanzamento dell’iter autorizzativo e progettuale.