La Calabria è nuovamente teatro di un episodio brutale che va ben oltre la semplice cronaca nera, testimoniando un clima di sconcertante e inumana inciviltà. Un ragazzo di appena ventun anni, originario della Bulgaria, ha perso la vita all’interno del centro abitato di Cutro, nel Crotonese, a seguito di un’aggressione a mano armata.
In base ai dettagli emersi dalle dichiarazioni rese ai militari dell’Arma, il killer avrebbe bussato direttamente al domicilio del giovane. Quest’ultimo, non appena ha socchiuso l’uscio, è stato raggiunto da molteplici proiettili diretti al torace. L’aggressore si è poi rapidamente dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.
Il ventunenne, ormai integrato da diverso tempo nella comunità locale, era una figura familiare a Cutro poiché impiegato come inserviente in una celebre attività di ristorazione della zona.
Sul luogo del delitto sono celermente sopraggiunti i carabinieri del Comando provinciale di Crotone. Le ricerche e gli accertamenti hanno subito registrato una svolta: gli inquirenti hanno rintracciato un individuo, le cui identità e generalità rimangono al momento coperte da riserva, il quale è stato condotto negli uffici dell’Arma per essere sottoposto a un formale interrogatorio. Alle procedure d’esame partecipa direttamente il pubblico ministero Matteo Staccini, all’interno del quadro investigativo coordinato dal Procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio. Benché gli investigatori mantengano il massimo riserbo sulle motivazioni del gesto, l’ipotesi maggiormente accreditata orienta la matrice del delitto verso attriti di natura affettiva e sentimentale.



