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Inquinamento alla foce del Corace, Legambiente: “Non è un’emergenza improvvisa, criticità note da anni”

La presenza di parametri fuori norma nel tratto di mare antistante Roccelletta di Borgia, la forte concentrazione batterica rilevata alla foce del fiume Corace e l’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione non costituiscono un evento improvviso. Secondo la ricostruzione di Legambiente Calabria, i dati recenti confermano una situazione problematica segnalata da tempo, per la quale risulta necessario risalire alle cause dell’inquinamento lungo il bacino idrico.

I rilevamenti dell’Arpacal e i provvedimenti cautelativi

La presa di posizione dell’associazione ambientalista segue gli esiti delle analisi effettuate dall’Arpacal durante la giornata di Ferragosto. I campionamenti hanno evidenziato la non conformità di due punti distinti: presso la zona indicata come Lido Acquatica sono state individuate 9.804 unità di Escherichia coli e 4.106 enterococchi intestinali ogni 100 millilitri, mentre nel tratto denominato Cammello Grigio i valori hanno raggiunto quota 602 per l’Escherichia coli e 443 per gli enterococchi.

In un ulteriore prelievo di acqua superficiale eseguito alla foce del fiume Corace, la carica di Escherichia coli è risultata pari a 100.000 unità per 100 millilitri. Pur non applicandosi a questa matrice i limiti previsti per le acque balneabili, il dato rispecchia un’elevata presenza microbiologica. Di conseguenza, l’amministrazione comunale di Borgia ha stabilito l’interdizione temporanea della balneazione nelle aree interessate, in attesa di nuove verifiche analitiche.

Le cause strutturali e la situazione delle infrastrutture

Per l’associazione ambientalista non si tratta di un episodio isolato. Il punto critico rappresentato dalla foce del Corace richiede interventi mirati sui fattori che determinano l’ingresso dei contaminanti in mare. In tale ambito, Legambiente richiama l’attenzione sulle problematiche relative alla gestione depurativa della zona, compreso il nodo legato all’impianto di Catanzaro, sollecitando verifiche estese ai collettori, agli scarichi e all’intero bacino idrografico.

I monitoraggi estivi e le dinamiche della foce

La criticità della foce del Corace era già stata rilevata tra la fine di giugno e l’inizio di luglio durante la quarantesima edizione di Goletta Verde. In quell’occasione, i dati presentati a Villa San Giovanni avevano classificato il punto in corrispondenza della foce come fortemente inquinato. Tra gli elementi evidenziati figura il naturale spostamento dell’ultimo tratto del corso d’acqua verso la sponda di Roccelletta di Borgia, dinamica che influenza la distribuzione delle acque e dei sedimenti lungo il litorale.

Il ruolo di Goletta Verde e i limiti territoriali del fenomeno

L’associazione specifica che le attività di campionamento non sostituiscono i controlli ufficiali degli enti preposti e non intendono attribuire valutazioni complessive sulla balneabilità dei territori. L’obiettivo dichiarato risiede nell’individuazione dei punti di potenziale criticità per stimolare la risoluzione delle problematiche all’origine.

Viene inoltre precisato che la presenza di un punto inquinato non implica la contaminazione dell’intero litorale calabrese. I medesimi rilievi dell’Arpacal hanno infatti mostrato valori conformi nel campione prelevato a sud, nei pressi del Camping Calabrisella, evidenziando una concentrazione circoscritta dei parametri anomali.

L’appello per indagini ambientali integrate

In merito alla tutela delle acque di transizione, Legambiente sottolinea l’importanza di garantire la pulizia delle foci e dei corsi d’acqua che riversano in mare. L’associazione rivolge quindi un invito alla cooperazione tra le istituzioni preposte — Regione Calabria, Comuni, Arpacal e autorità sanitarie — per avviare un’indagine ambientale capace di connettere i dati rilevati sul litorale con la situazione strutturale presente lungo il corso del fiume. L’eventuale rientro dei parametri e la successiva revoca del divieto di balneazione rappresentano per l’associazione un passaggio cautelare necessario, a cui deve seguire l’individuazione delle fonti inquinanti.