Il fenomeno dell’erosione costiera continua a logorare il litorale di Calopezzati, mettendo progressivamente a rischio il tessuto economico, le abitazioni e la salvaguardia dell’ambiente locale. Un’emergenza che dura da diversi anni e che torna al centro del dibattito politico a causa del blocco dei fondi destinati alle opere di difesa e ripascimento della spiaggia.
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata alla Giunta regionale per chiedere conto dei prolungati rinvii che impediscono la realizzazione dei lavori.
«Ormai da molti anni il Comune di Calopezzati è colpito dal fenomeno dell’erosione costiera, che ha progressivamente consumato il litorale e messo a rischio abitazioni, attività economiche e la stessa vivibilità di un tratto di costa che meriterebbe una accorta e continua tutela. Di fronte a un’emergenza di questa portata, la Regione Calabria non può permettersi ulteriori rinvii», dichiara Ferdinando Laghi.
I finanziamenti da 4 milioni di euro rimasti bloccati
I fondi destinati a proteggere la linea di costa risalgono al gennaio 2018, quando l’Atto Integrativo all’Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Calabria ha stanziato complessivamente 4 milioni di euro. Le risorse sono state suddivise in due lotti da 2 milioni di euro ciascuno per la realizzazione di interventi specifici, tra cui il ripascimento dell’arenile e la posa di pennelli a mare.
Nonostante la nomina del Responsabile unico del procedimento avvenuta nel marzo 2019, i lavori non sono mai partiti. A complicare il quadro si aggiunge lo stato della pratica relativa al secondo stralcio dell’opera, risultata “annullata” sullo sportello ambientale regionale a partire dal febbraio 2025. Una situazione che crea forte preoccupazione tra i cittadini e gli amministratori locali per il possibile disimpegno delle risorse statali.
«Calopezzati sconta da anni un consumo della propria linea di costa che ha reso il litorale sempre più fragile, al punto da richiedere interventi ormai non più rinviabili, dal ripascimento della spiaggia alla realizzazione di pennelli capaci di arginare l’azione del mare. Nel gennaio 2018 sono stati stanziati complessivamente 4 milioni di euro attraverso il primo Atto Integrativo all’Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Calabria, suddivisi in due interventi da 2 milioni ciascuno per la salvaguardia di quel tratto costiero. Nel marzo 2019 è stato nominato il responsabile unico del procedimento per l’avvio di entrambi i lotti. A distanza di sette anni da quella nomina, i lavori restano fermi e il territorio continua a pagare il prezzo di un iter che si è inceppato senza un evidente e justified motivo», sottolinea il consigliere.
«Una delle due pratiche, relativa al secondo stralcio dell’intervento, risulta registrata con lo stato di “annullata” nello sportello ambientale regionale dal febbraio 2025. Una notizia che la cittadinanza e l’amministrazione comunale hanno accolto con sconcerto, perché mette concretamente a rischio la tenuta dei finanziamenti statali ottenuti con grande fatica», prosegue Laghi.
La richiesta di un cronoprogramma certo
Il consigliere regionale ha espresso pieno sostegno all’operato del sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea, sollecitando la Giunta e l’assessorato competente a sbloccare l’iter amministrativo per evitare l’ulteriore degrado della costa nel Basso Ionio cosentino.
«Sono al fianco del sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea in una battaglia che è insieme ambientale e amministrativa: quella per la tutela di un tratto di costa che rischia di scomparire per incomprensibili rallentamenti burocratici. Calopezzati non può continuare a pagare i tempi di un apparato che dovrebbe essere al servizio dei territori e non un ostacolo alla loro tutela», aggiunge il segretario questore.
«Con l’interrogazione depositata chiedo alla Giunta regionale e all’assessore competente di chiarire quali siano i problemi che hanno impantanato la pratica nelle sabbie mobili della burocrazia, nonché i motivi dello stallo pluriennale. Ma chiedo anche di sanare la posizione della pratica autorizzativa annullata, di confermare la piena disponibilità delle risorse stanziate e di indicare un cronoprogramma preciso per la ripresa dei lavori, affinché il litorale del comune del basso ionio cosentino riceva finalmente le opere di salvaguardia che attende da troppo tempo», conclude Ferdinando Laghi.



