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Aereo precipitato nel Cosentino: il velivolo avrebbe preso fuoco nell’impatto. Magistrati sul luogo della tragedia

Si spegne tragicamente ogni speranza di un finale differente per la vicenda che da giorni teneva tutti col fiato sospeso. Sebbene qualcuno avesse accarezzato l’idea di un allontanamento deliberato dalla quotidianità sulla scia di una trama cinematografica, gli eventi si sono rivelati drammatici con la scoperta del relitto e la presenza dei corpi ormai privi di vita dei due occupanti.

Sull’area dell’incidente sono giunti il magistrato a capo della Procura di Paola, Domenico Fiordalisi, assieme al sostituto Luca Natalucci, per effettuare i sopralluoghi sul campo e guidare gli accertamenti investigativi. Le indagini dovranno chiarire i dettagli della tragica sequenza dei fatti. Secondo i primi elementi emersi, il velivolo avrebbe preso fuoco immediatamente al momento dell’impatto con il suolo, non lasciando scampo a chi si trovava a bordo.

A perdere la vita sono stati due professionisti del foro. Alla guida si trovava il sessantaquattrenne romano Carlo Arnulfo. Al suo fianco la cinquantacinquenne materana Angela Buccico, esponente di una nota famiglia della città lucana in quanto figlia dell’ex primo cittadino Emilio Nicola Buccico (in carica dal 2007 al 2009) e sorella di Rocco, attuale vicesindaco. A dare conferma ufficiale del triste ritrovamento è stato il sindaco del comune di Fuscaldo, Giacomo Middea.

La carcassa dello scafo alato è stata individuata nelle alture di località Laghicello, al confine municipale tra Fuscaldo e San Benedetto Ullano, in prossimità di un piccolo bacino d’acqua naturale. Nel comparto sono tuttora attive le delicate manovre per consentire il recupero delle salme.

La sparizione risale alla mattinata di domenica, quando intorno alle 9.30 la coppia era decollata dall’aviosuperficie siciliana di Capo d’Orlando, nel Messinese. La tabella di marcia prevedeva il toccare terra presso la pista di Sibari, nel comune di Cassano allo Ionio, tra le 10.30 e le 11.00. Non vedendo giungere il velivolo, i parenti hanno lanciato l’allarme nella serata di domenica, azionando la macchina dei soccorsi.

Per tre giornate intere le squadre di emergenza hanno setacciato sia il tratto speculare di mare lungo la costa tirrenica, sia l’area interna dell’entroterra, caratterizzata da un territorio particolarmente ostile con folta vegetazione e gole strette. Nel dispositivo sono stati impiegati velivoli dell’Aeronautica Militare e dei Vigili del Fuoco con il supporto tecnologico dei droni, oltre a un contingente da terra di circa cento operatori tra forze dell’ordine, Protezione Civile, Soccorso Alpino e Speleologico e personale volontario. Gli accertamenti proseguiranno per chiarire le cause scatenanti del disastro.