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Un talento calabrese conquista Trieste: Fabio Filomena vince il Premio Panalight come miglior direttore della fotografia

Un prestigioso traguardo arricchisce la cinematografia italiana e porta in alto il nome della Calabria. Lo scorso 4 luglio, nell’ambito della rinomata cornice del Maremetraggio – International Shorts Film Festival di Trieste, il giovane direttore della fotografia Fabio Filomena ha conquistato il Premio Panalight come “Migliore Direttore della fotografia in un cortometraggio italiano” per il lavoro realizzato nell’opera “The End”, diretta da Cabiria Lizzi.

Il premio, promosso da Panalight S.p.a., realtà di riferimento a livello internazionale nel settore del noleggio di attrezzature cinematografiche, rappresenta una conferma significativa per il percorso artistico e professionale del talentuoso autore della fotografia. Classe 1997, originario di Mormanno, in provincia di Cosenza, Filomena ha consolidato la propria preparazione tecnica ed espressiva studiando Direzione della Fotografia presso il prestigioso Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il suo percorso formativo si è svolto sotto la guida del Maestro Giuseppe Lanci, storico direttore della fotografia che ha firmato le immagini di capolavori diretti da registi del calibro di Nanni Moretti, dei fratelli Taviani e di Andrej Tarkovskij.

La giuria di Panalight ha espresso giudizi di grandissimo spessore tecnico e concettuale nel motivare l’assegnazione del riconoscimento: «Ho scelto END di Fabio Filomena per l’elevato livello tecnico della sua fotografia cinematografica. Il cortometraggio si distingue per un utilizzo estremamente consapevole del linguaggio visivo, in cui ogni elemento dell’immagine, illuminazione, composizione e gestione dello spazio scenico contribuisce alla costruzione del significato narrativo.»

Nel prosieguo della motivazione ufficiale si legge ancora: «Dal punto di vista fotografico, l’opera presenta una forte ricerca estetica basata prevalentemente su un’illuminazione a basso contrasto e su tonalità fredde, capaci di generare un’atmosfera sospesa e fortemente evocativa. La direzione della luce non ha una funzione esclusivamente descrittiva, ma assume un ruolo espressivo, enfatizzando la dimensione emotiva del racconto. Particolarmente interessante è la costruzione dell’inquadratura: la composizione risulta equilibrata e rigorosa, con un attento utilizzo della profondità di campo e della disposizione dei soggetti nello spazio scenico. La fotografia privilegia immagini altamente simboliche, nelle quali la componente visiva diventa il principale veicolo narrativo. La scelta cromatica appare coerente lungo tutto il cortometraggio, contribuendo a definire un’identità visiva precisa e riconoscibile. Inoltre, il controllo dell’esposizione e la gestione delle sorgenti luminose dimostrano una notevole padronanza tecnica, evidenziando come la fotografia non sia un semplice supporto all’azione, ma un elemento strutturale della narrazione.»

L’affermazione a Trieste sottolinea non soltanto il valore e la solidità della nuova leva di autori cresciuti nelle scuole d’eccellenza italiane, ma evidenzia anche la capacita delle eccellenze del territorio calabrese di imporsi con autorevolezza nel panorama cinematografico nazionale e internazionale.