La gestione delle risorse idriche in Calabria segna un passaggio decisivo nell’area della Sila Greca, dove è stato programmato un articolato piano di ammodernamento e messa in sicurezza dell’infrastruttura acquedottistica. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo a disposizione oltre 59 milioni di euro che, sommati al cofinanziamento a carico del beneficiario, portano il valore complessivo dell’operazione a superare i 73 milioni di euro. L’intervento riguarda la stabilizzazione e il potenziamento dell’adduzione idrica, inserendosi nel più ampio sistema Abatemarco-Bufalo-Sila Greca.
Un’infrastruttura vitale per 47 comuni e 270 mila abitanti
Il progetto non interessa una singola condotta, ma una rete complessa che rappresenta uno dei principali snodi idrici della regione. Secondo la documentazione tecnica del MIT, il sistema Abatemarco-Bufalo-Sila Greca garantisce l’approvvigionamento idropotabile, in via esclusiva o prevalente, a 47 comuni della provincia di Cosenza, servendo una popolazione complessiva stimata in circa 270 mila abitanti.
Il quadro tecnico chiarisce le motivazioni dell’opera, evidenziando le fragilità che affliggono in special modo il territorio della Sila Greca. Nei mesi di fine estate, la disponibilità d’acqua proveniente dal fiume Trionto subisce cali drastici, mentre l’operatività della rete è continuamente insidiata da rotture delle condotte, guasti elettromeccanici e fenomeni di torbidità della risorsa da trattare.
Dalla gestione del Trionto ai nuovi cantieri previsti
All’interno del piano rientra anche il sistema di approvvigionamento legato al bacino del Trionto, incluso l’impianto di potabilizzazione situato a Longobucco, fondamentale per la fornitura destinata ai centri della Sila Greca.
Il programma delineato prevede una combinazione di interventi sulle strutture esistenti e la realizzazione di nuove opere. Tra gli interventi principali figurano:
-
Il potenziamento del campo pozzi Mucone e la costruzione della nuova condotta adduttrice verso Bisignano.
-
Il rifacimento completo delle opere di derivazione e di sollevamento dell’acquedotto Sila Greca.
-
La sostituzione sistematica delle tubazioni più vetuste.
-
La realizzazione di nuove vasche dedicate all’accumulo e alla disconnessione idrica.
La documentazione ministeriale contempla inoltre una derivazione di 500 mila metri cubi medi all’anno dall’invaso di Ariamacina, affiancata da ulteriori adeguamenti sul sistema del Trionto. L’obiettivo primario risiede nell’innalzamento dei margini di sicurezza della rete per contrastare gli effetti di periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati.
Il primo tassello di un programma ad ampio raggio
L’opera destinata alla Sila Greca costituisce il primo di quattro interventi complessivi pianificati sull’intero sistema Abatemarco-Bufalo-Sila Greca. La progettazione e l’esecuzione sono affidate a SoRiCal, mentre la Regione Calabria figura come soggetto proponente all’interno del Piano nazionale. In una prima fase programmatica, il MIT aveva inserito l’opera con un quadro economico stimato in oltre 52,5 milioni di euro, poi aggiornato nell’attuale assetto finanziario.
La strategia del MIT sulle infrastrutture idriche
L’assegnazione delle risorse si inquadra nella più generale linea di investimenti promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha integrato le opere del settore idrico con i fondi del PNRR destinati alla tutela dell’approvvigionamento, alla riduzione delle perdite e al consolidamento delle reti. Nel luglio 2026, il dicastero guidato da Matteo Salvini ha confermato il completamento di 48 sistemi idrici tramite 124 interventi, finanziati con circa un miliardo di euro a valere sulla misura M2C4-I4.1, ribadendo l’importanza di una pianificazione pluriennale per la sicurezza del Paese.
Per il territorio cosentino, le risorse destinate alla Sila Greca permetteranno di avviare un piano concreto di ammodernamento su una rete fondamentale, aumentandone la resilienza e garantendo una maggiore continuità del servizio idrico ai cittadini.



