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Anziano accoltellato a Vibo Valentia, resta in carcere la badante ucraina

Resta nella Casa Circondariale di Reggio Calabria la badante di nazionalità ucraina accusata di tentato omicidio nei confronti dell’anziano che accudiva a Vibo Valentia. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato il fermo eseguito dalla Polizia di Stato, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere a causa dei gravi elementi indiziari raccolti e del concreto pericolo di fuga, testimoniato dal rinvenimento di una valigia già pronta e dall’assenza di una dimora stabile.

La ricostruzione della drammatica aggressione

L’intervento delle forze dell’ordine è scattato intorno alle ore 2,50 a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa della Questura. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, entrati nell’abitazione, hanno trovato la vittima priva di conoscenza sul letto, con la zona addominale avvolta da bende intise di sangue. Il personale sanitario ha trasportato d’urgenza l’uomo in codice rosso all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia, dove i medici hanno riscontrato un’emorragia toracica massiva, una ferita da taglio nell’area ipogastrica e diverse fratture scomposte. Per via del quadro clinico critico, il paziente è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Catanzaro, dove rimane ricoverato con prognosi riservata.

Una rudimentale sala operatoria in camera da letto

Le indagini, avviate tempestivamente dalla Squadra Mobile con il coordinamento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, hanno ricostruito scenari inquietanti. La donna, assunta a fine giugno 2026 per una sostituzione temporanea che si sarebbe dovuta concludere il 20 agosto 2026, avrebbe allestito una sorta di sala operatoria all’interno della camera da letto. Dopo aver somministrato all’anziano sostanze sedative, lo avrebbe inciso all’addome con un coltello da cucina. Durante le perquisizioni, gli inquirenti hanno sequestrato diversi coltelli, guanti in lattice e una confezione di sodio cloruro.

Il movente e le dichiarazioni dell’indagata

I motivi del gesto rimangono al centro degli approfondimenti investigativi. Durante l’interrogatorio svolto alla presenza del proprio difensore, la donna ha rilasciato dichiarazioni surreali per giustificare l’aggressione: “Volevo rimuovere un animale presente all’interno dell’addome dell’uomo”. Le forze dell’ordine proseguiamo gli accertamenti per chiarire ogni dettaglio della vicenda.