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Gasolio: prezzi alle stelle, fine estate calda e cara

Il costo del gasolio ha raggiunto livelli esorbitanti, proibitivi e del tutto insostenibili per milioni di automobilisti, autotrasportatori e famiglie italiane, con una spirale di rincari ai distributori che continua a spingere la corsa dei prezzi senza sosta. La imminente scadenza dello sconto di 17 centesimi al litro proietta un’ombra drammatica sui bilanci familiari e sul sistema economico del Paese, minacciando di spingere i listini verso la soglia psicologica dei tre euro al litro e scatenando la dura e immediata reazione delle associazioni dei consumatori.

Di fronte a questo scenario critico, Assoutenti ha lanciato un fermo allarme all’esecutivo affinché intervenga con la massima urgenza per tagliare in modo consistente e immediato le accise sui carburanti. Il presidente dell’associazione, Gabriele Melluso, ha evidenziato come l’abnorme e inarrestabile crescita dei prezzi non si limiti a rendere proibitivo il semplice gesto di fare il pieno d’auto — aumentato di circa 1,45 euro in soli quattro giorni —, ma rischi di innescare un devastating effetto domino sull’intera economia nazionale. Poiché gran parte delle merci in Italia viaggia su gomma, la salita dei carburanti è destinata a riflettersi sui prezzi dei beni di prima necessità, portando a rincari a cascata in tutti i settori commerciali con conseguente drastica contrazione del potere d’acquisto e dei consumi delle famiglie.

Per scongiurare il rischio di paralisi dei consumi, Assoutenti ritiene indispensabile prorogare lo sconto sui carburanti almeno fino al 6 settembre, coprendo l’intero periodo dei rientri estivi degli italiani, e sollecita una revisione strutturale e permanente della tassazione eccessiva che grava sui carburanti in Italia. Per reperire le risorse necessarie senza intaccare la stabilità dei conti pubblici, l’associazione propone al Governo di intervenire con decisione sugli extra-profitti accumulati dai petrolieri e dalle società energetiche durante la crisi, nonché sugli utili record registrati dal settore bancario e assicurativo, redistribuendo così la ricchezza in modo più equo a beneficio dei cittadini.

La gravità dell’emergenza è confermata anche dai dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio della benzina in modalità self-service ha superato i 2,008 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto la quota insostenibile di 2,128 euro al litro. La situazione appare ancora più critica sulla rete autostradale, dove il prezzo medio self-service tocca i 2,085 euro al litro per la benzina e schizza a 2,200 euro al litro per il gasolio.

Nonostante l’allarme generale, il dibattito sulle contromisure resta aperto e controverso. L’economista tedesco della Bocconi, Daniel Gros, sostiene ad esempio che il Governo non debba cedere alla tentazione di sovvenzionare la benzina, definendo una simile misura fortemente regressiva. Secondo il professore, poiché l’Italia deve importare il petrolio ai prezzi internazionali di mercato, tagliare le accise significa far pagare il conto complessivo a tutti i contribuenti, finendo per avvantaggiare chi possiede automobili di grande cilindrata e rimuovendo lo stimolo a ridurre i consumi energetici.

Sul fronte istituzionale, il presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, ha ribadito che lo sconto sul gasolio rimarrà attivo fino a lunedì 24 agosto e che, per la fase successiva, il Governo attiverà lo strumento dell’accisa mobile. Attraverso questo meccanismo, l’extra-gettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi del greggio verrà utilizzato per finanziare la riduzione delle accise, evitando che lo Stato tragga vantaggio dal caro-carburanti e restituendo quelle risorse ai contribuenti, mentre si valutano eventuali ulteriori interventi mirati a tutela dei trasporti e delle filiere produttive.