La spesa per i trasporti torna a gravare in modo pesante sui bilanci delle famiglie italiane proprio in coincidenza con i rientri dalle vacanze estive. La benzina ha abbattuto nuovamente la soglia psicologica dei due euro al litro, mentre il prezzo del gasolio prosegue la sua corsa al rialzo sfiorando i picchi più alti registrati negli ultimi anni. A rendere lo scenario ancora più incerto è l’imminente scadenza dello sconto fiscale sul diesel, fissata per il 25 agosto. In assenza di un intervento normativo dell’ultimo minuto, il costo del carburante alla pompa rischia di subire un ulteriore e immediato scatto verso l’alto.
I prezzi alla pompa e il nodo delle accise sul diesel
Le recenti rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano un prezzo medio della benzina in modalità self-service sulla rete ordinaria tornato stabilmente sopra i 2,00 euro al litro, un livello che non si vedeva dal 2022. Il gasolio viaggia su livelli ancora superiori, superando la media di 2,10 euro al litro, mentre sui tratti autostradali i listini raggiungono cifre nettamente più elevate.
Il punto di svolta è previsto per il 25 agosto, data in cui terminerà la misura temporanea che ha ridotto le accise sul gasolio di 0,171 euro al litro (comprensivi di IVA). Qualora il provvedimento non venisse prorogato e le quotazioni internazionali dovessero mantenere i livelli attuali, a partire dal 26 agosto il prezzo del diesel potrebbe avvicinarsi alla soglia dei 2,30 euro al litro.
Distanza dai record del 2022 e dinamica dei prezzi
Sebbene la tendenza sia rialzista, i listini attuali non hanno ancora toccato i massimi storici toccati nel marzo 2022 durante la fase acuta della crisi energetica. In quella circostanza, la benzina self aveva raggiunto i 2,227 euro al litro (2,339 euro al servito), mentre il diesel aveva registrato 2,230 euro al self e 2,351 euro al servito. Tuttavia, il confronto richiede di considerare la differente struttura fiscale: prima dell’introduzione dell’ultimo taglio sulle accise, il prezzo medio del diesel self aveva già toccato quota 2,185 euro al litro.
L’impatto sull’economia reale e sui gestori degli impianti
Gli effetti dei rincari non si limitano agli automobilisti in viaggio. Come evidenziato da Francesco Riccio, presidente di Figisc-Ascom, l’aumento dei costi dei carburanti si ripercuote velocemente sulla logistica e sui trasporti delle merci, determinando un incremento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo e dei generi alimentari.
“Il vero problema è che aumentando il prezzo del carburante aumenta anche tutto il resto. Uno può anche dire ‘ora con questo aumento giro meno’, ma poi la spesa devi farla uguale e quindi alla fine questi rincari del carburante colpiscono tutti.”— Francesco Riccio, Presidente Figisc-Ascom
Parallelamente, la categoria dei benzinai registra un calo delle vendite stimato tra il 10% e il 20% a seconda delle zone, accompagnato da un maggiore fabbisogno di liquidità per l’acquisto delle scorte di prodotto. Le differenze di prezzo tra i vari punti vendita dipendono principalmente dal grado di concorrenza locale e dalla tipologia di impianto. Inoltre, i gestori non hanno un controllo diretto sui listini, che vengono aggiornati sulla base delle comunicazioni periodiche inviate dalle compagnie petrolifere. Sulle autostrade, i rincari risultano ancora più accentuati a causa dei canoni di gestione delle aree di servizio, con scostamenti che possono raggiungere anche i 40-50 centesimi al litro rispetto alla rete ordinaria. Di fronte alle incertezze dello scenario geopolitico globale, le associazioni di categoria sollecitano interventi governativi di carattere strutturale e duraturo.



