L’aumento degli arrivi turistici in Calabria non corrisponde automaticamente a uno sviluppo economico solido per il territorio. La Filcams Cgil Calabria mette in discussione la narrazione della giunta regionale, sottolineando come l’incremento di presenze negli aeroporti e la diffusione dei voli low cost non stiano risolvendo i problemi strutturali della regione.
Il nodo della qualità del lavoro e dello spopolamento
I dati indicano una crescita dei flussi turisti, ma parallelamente prosegue l’emigrazione dei residenti. La Calabria ha registrato il tasso più alto del Mezzogiorno per trasferimenti di residenza verso le regioni del Centro-Nord. Il sindacato evidenzia la contraddizione tra le celebrazioni per i visitatori e le condizioni della popolazione locale.
«Mentre celebriamo chi arriva per trascorrere qualche giorno nella nostra terra, migliaia di persone continuano a lasciarla perché qui non trovano salari, lavoro e opportunità sufficienti per costruire il proprio futuro», dichiara la Filcams Cgil Calabria.
Un’altra criticità riguarda la qualità dell’occupazione nel settore turistico, dove si riscontra la persistenza di lavoro povero, contratti pirata e forme di irregolarità che impediscono la creazione di posti di lavoro stabili.
Costi elevati e rincari per i residenti
Il costo delle vacanze nelle principali località balneari mostra un netto contrasto con la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie locali. Le stime relative ai prezzi dei soggiorni in mete come Tropea evidenziano il rischio di rendere le destinazioni calabresi poco accessibili per gli stessi abitanti della regione.
Il confronto sul ruolo delle imprese
Il sindacato accoglie il richiamo del Presidente della Regione Roberto Occhiuto sulla necessità che il settore privato faccia la propria parte dopo gli investimenti pubblici. Tuttavia, la Filcams precisa che la responsabilità d’impresa non si misura solo con la costruzione di nuovi alberghi o il restauro delle strutture ricettive, ma attraverso la tutela dei lavoratori e la redistribuzione della ricchezza prodotta sul territorio.
La richiesta indirizzata alle istituzioni regionali è quella di aprire un tavolo di confronto con le rappresentanze dei lavoratori per analizzare le criticità del settore e superare un modello basato prevalentemente sul dato quantitativo degli arrivi.



