Un piccolo temporale ha provocato uno smottamento con una colata di fango proveniente dal costone in località Visconte, nella zona di Sant’Elia del territorio di Pentone. L’episodio ha fatto scattare nuovamente l’allarme sul rischio idrogeologico nella zona, dove la situazione suscita forte preoccupazione tra i cittadini. Già durante lo scorso inverno, in occasione delle giornate caratterizzate dall’allerta rossa, i Vigili del Fuoco avevano effettuato diversi interventi per far fronte a frane e cedimenti del terreno nello stesso perimetro.
La trasformazione del versante e la vegetazione scomparsa
Al centro dell’attenzione c’è il profondo cambiamento dell’area interessata. La parete che oggi appare composta prevalentemente da terra di riporto era storicamente caratterizzata dalla presenza di querce e castagni, specie autoctone della vegetazione locale. Nel corso del tempo questi alberi e le piante del costone sarebbero stati progressivamente eliminati da soggetti non identificati, una circostanza su cui viene richiesta una verifica precisa da parte delle autorità preposte.
La principale preoccupazione riguarda la tenuta del terreno di fronte alle precipitazioni. L’assenza di copertura vegetale e la mancanza di opere di contenimento rendono il versante vulnerabile in caso di piogge particolarmente intense. La vegetazione e gli apparati radicali svolgono un ruolo di protezione naturale contro l’erosione e garantiscono il consolidamento dei suoli, motivo per cui la rimozione degli alberi in aree a forte fragilità può comportare criticità che vanno oltre l’impatto visivo sul paesaggio.
La presunta assenza di autorizzazioni e l’appello agli organi di controllo
Sulla vicenda si riscontra la segnalazione inerente alla presunta mancanza di cartelli di cantiere che attestino autorizzazioni per interventi edili o forestali nell’area. Viene dunque ipotizzato uno stravolgimento del paesaggio e un possibile danno ambientale causato da un taglio di piante privo dei permessi necessari, elementi che dovranno essere accertati dalle verifiche istituzionali.
Per chiarire la regolarità delle operazioni e lo stato del costone, è stata sollecitata l’attenzione dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) e della Procura della Repubblica. L’obiettivo delle verifiche è stabilire se vi siano state violazioni delle norme sulla tutela del territorio e individuare eventuali responsabilità, evitando che i costi dei danni derivanti da interventi privati possano gravare in futuro sulla collettività.
I timori per la viabilità e la sicurezza dei residenti
L’imminenza dei mesi autunnali e la possibilità che si verifichino precipitazioni intense alimentano il timore di cedimenti di maggiore entità. Il rischio prospettato è quello che una massa di fango possa scivolare verso le zone sottostanti, causando problemi alla viabilità e ai collegamenti dei residenti con il centro abitato. L’invito rivolto alle istituzioni e alla comunità locale è quello di monitorare la situazione con la massima attenzione e di eseguire i necessari controlli di stabilità prima che nuove precipitazioni possano compromettere la sicurezza dell’area.



