Cambiano i nomi, le immagini e i rituali, ma la radice profonda resta la medesima. L’8 settembre la Chiesa celebra la Natività della Beata Vergine Maria, e in Calabria questa ricorrenza religiosa si intreccia da secoli con pellegrinaggi, fiere, processioni, falò e consuetudini contadine. La nascita di Maria, non indicata nei Vangeli canonici ma tramandata dal Protovangelo di Giacomo, venne introdotta in Occidente da papa Sergio I ed è una delle tre sole nascite celebrate dalla liturgia cattolica. Nel corso del tempo, la data è diventata un passaggio simbolico tra l’estate e l’autunno, tra il tempo dei raccolti e quello della ripartenza.
Il ciclo mariano di settembre e le celebrazioni a Cosenza
Non tutte le celebrazioni culminano materialmente nello stesso giorno, ma appartengono allo stesso grande ciclo che accompagna la festa della Natività della Vergine. A Cosenza la ricorrenza coincide con la festa della Madonna del Pilerio, patrona della città e dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Le celebrazioni si svolgono nella Cattedrale e vengono precedute dal tradizionale settenario. L’immagine del Pilerio è legata da secoli alla storia del capoluogo e alla protezione invocata dai cittadini nei momenti più complessi, rappresentando uno dei principali riferimenti identitari della comunità.
I riti del Cosentino: dal Santuario del Pettoruto a Longobardi
A San Sosti il Santuario regionale della Madonna del Pettoruto diventa la meta di migliaia di pellegrini. La solennità viene celebrata il 7 settembre, mentre l’8 ricorrono la Natività di Maria e l’anniversario della dedicazione della basilica. Il programma include la benedizione dei bambini davanti all’altare e il cambio delle corone, affiancati dalla storica Fiera del Pettoruto. A Longobardi la giornata dell’8 settembre è invece dedicata alla Madonna della Tauriana, con la celebrazione e la processione per le strade del centro.
La devozione reggina: il fuoco di Taurianova e la Consolazione
Nella Piana di Gioia Tauro, la festa della Madonna della Montagna a Taurianova è annunciata dal rito de “U ’mbitu”, caratterizzato dall’accensione dei luppinazzi, grandi fasci di steli secchi di lupino. Le celebrazioni raggiungono il culmine l’8 settembre con la processione lungo le vie cittadine. A Reggio Calabria il mese di settembre è legato alla Madonna della Consolazione, festeggiata il secondo sabato del mese. Il quadro dipinto nel 1547 da Nicolò Andrea Capriolo viene trasportato sulla monumentale Vara dall’Eremo verso la Cattedrale, accompagnato dai portatori e da una vasta partecipazione popolare.
Le feste lungo le coste: da Siderno a Tropea
Sul versante ionico la devozione mariana si manifesta a Siderno con Maria Santissima di Portosalvo, patrona della città legata alla protezione di pescatori e marinai. La festa è affiancata dalla bicentenaria Fiera di Portosalvo, istituita nel 1819. A Tropea il 9 settembre si celebra la Madonna di Romania, patrona della città e della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, preceduta dall’8 settembre che costituisce l’ultimo giorno di preparazione. L’icona custodita nella Concattedrale rappresenta da secoli un simbolo di protezione contro i pericoli del mare e le calamità naturali.
Le tradizioni locali dal Catanzarese al Vibonese
La geografia mariana comprende anche centri più piccoli. A Pizzo si celebra la Madonna delle Grazie, a Curinga la Madonna del Soccorso e a Pentone la Madonna di Termine, dove si conserva il rito delle luminere con la statua condotta in processione verso la Sila. A San Pietro Magisano si festeggia la Madonna della Luce, mentre a Catanzaro, nella chiesa di Montecorvino, sopravvive la tradizione della Bambinella. Altri riti si svolgono a Nardodipace, Dasà e in diversi comuni del Vibonese, confermando come ogni comunità abbia affidato a Maria un tassello della propria storia.



