Un luogo simbolo della storia risorgimentale rischia di cadere nell’oblio a causa dell’incuria. Lo stato di abbandono in cui versa il Vallone di Rovito riaccende il dibattito sulla salvaguardia dell’identità cittadina e sulla necessità di valorizzare i monumenti della memoria. Il sito, legato indissolubilmente alle vicende che hanno portato all’Unità d’Italia, si presenta oggi invaso da sterpaglie e degrado, con conseguente perdita di un patrimonio fondamentale per l’intera comunità.
Giacomo Mancini, della direzione del PD Calabria, ha espresso forte preoccupazione per le condizioni in cui versa la zona: «Non siamo figli di nessuno. Cosenza ha una storia importante, che appartiene anche alla storia d’Italia. Abbiamo il dovere di conoscerla, custodirla e soprattutto farla vivere».
Il legame con le vicende del Risorgimento
Il Vallone di Rovito rappresenta un passaggio cruciale per gli avvenimenti storici dell’Ottocento italiano. In questo luogo, il venticinque luglio 1844, furono giustiziati i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera insieme a sette compagni di spedizione, giunti sul territorio calabrese sulla scia dei moti anti-borbonici esplosi nei mesi precedenti.
Sull’intreccio tra la dimensione locale e quella nazionale si è soffermato lo stesso Mancini: «Al Vallone di Rovito le vicende della nostra città si intrecciano con quelle dell’Italia. Qui è stata scritta una pagina importante del Risorgimento italiano. Eppure oggi basta arrivarci per trovare sterpaglie, incuria e abbandono». Il problema trascende la semplice manutenzione urbana: «Non è soltanto una questione di degrado. Quando si abbandona un luogo come questo si perde memoria e si colpisce l’identità stessa di una comunità».
Proposte per il recupero e la valorizzazione turistica
La riqualificazione dell’area richiede un intervento immediato per restituire il sito ai cittadini e inserirlo all’interno di un circuito di fruizione culturale e turistica. L’obiettivo dichiarato è l’istituzione di un itinerario dedicato alle tappe fondamentali delle lotte risorgimentali svoltesi sul territorio cosentino.
«Noi vogliamo cambiare pagina. Il Vallone di Rovito deve essere recuperato, curato e restituito alla città. Deve tornare a essere un luogo frequentato, raccontato ai nostri ragazzi, inserito nei percorsi culturali e turistici di Cosenza», ha sottolineato Mancini, tracciando poi le linee del progetto: «Vogliamo costruire un vero Percorso del Risorgimento cosentino, che colleghi il Vallone a Piazza XV Marzo e agli altri luoghi legati ai moti del 1844. Un percorso riconoscibile e fruibile, capace di raccontare a cosentini e visitatori una pagina straordinaria della nostra città».
Il recupero della memoria storica viene individuato come leva di attrazione per il territorio: «La sfida è questa: trasformare un luogo che oggi è abbandonato in uno dei motivi per venire a Cosenza. Perché una città diventa attrattiva quando sa riconoscere ciò che la rende unica e riesce a trasformarlo in qualcosa da conoscere, visitare e vivere».
In chiusura è stata ribadita l’importanza della consapevolezza del passato cittadino: «Non siamo figli di nessuno significa proprio questo: sapere da dove veniamo e avere consapevolezza di ciò che Cosenza ha rappresentato. La nostra storia non va abbandonata. Va conosciuta, custodita e soprattutto fatta vivere».



