L’inchiesta sulla deflagrazione avvenuta la sera del 25 agosto a Villa Mary entra in una fase cruciale. Gli accertamenti tecnici e medico-legali dovranno chiarire le cause dell’esplosione in cui hanno perso la vita i tre membri della famiglia slovena arrivata in Calabria per trascorrere le vacanze: Izidor Yamnik, 44 anni, la moglie Petra Cobolt, 48 anni, e la figlia Ema Yamnik, di soli 10 anni.
Gli esami medico-legali sulle tre vittime
Le autopsie sono state eseguite separatamente nelle tre città in cui si trovavano le salme: la medico legale Elvira Ventura Spagnolo ha svolto l’esame su Izidor Yamnik a Palermo, il medico legale Fabrizio Vanaria si è occupato del riscontro su Petra Cobolt a Catania, mentre l’autopsia sulla piccola Ema è stata affidata a Bari al medico legale Antonio De Donno. Agli accertamenti hanno assistito anche i consulenti nominati dalla proprietaria della struttura ricettiva, assistita dall’avvocato Tommaso Zavaglia. I risultati delle perizie necroscopiche serviranno a stabilire le cause e le dinamiche esatte dei decessi.
Rilievi tecnici all’interno di Villa Mary
Parallelamente procede il lavoro all’interno della struttura, tuttora posta sotto sequestro. Gli specialisti del Nucleo investigativo antincendio territoriale dei Vigili del fuoco hanno compiuto un accertamento tecnico irripetibile sullo stato dei luoghi per individuare l’innesco del rogo, identificare la sostanza che ha alimentato la deflagrazione e verificare le condizioni degli impianti. Tra le varie ipotesi al vaglio figura la possibilità di una fuga di gas o di un malfunzionamento legato a una bombola.
Novanta giorni per completare le perizie
I consulenti incaricati avranno novanta giorni di tempo per depositare le relazioni conclusive. Dall’incrocio dei dati medico-legali e dei rilievi scientifici la Procura cercherà di capire come si siano svolti i fatti e se l’evento potesse essere evitato, valutando eventuali omissioni, difetti di manutenzione o responsabilità penali.
Il quadro giudiziario e le ipotesi di reato
Il fascicolo è coordinato dalla Procura di Vibo Valentia, guidata dal procuratore facente funzioni Concettina Iannazzo. L’ipotesi iniziale di omicidio colposo potrebbe evolvere in omicidio colposo plurimo e disastro colposo. La proprietaria del B&B figura nel registro degli indagati, un atto dovuto per consentirle di nominare propri consulenti durante gli accertamenti irripetibili.
Il cordoglio della comunità locale
La tragedia ha suscitato profonda commozione a Mileto e nell’intero territorio vibonese, colpiti dalla prematura scomparsa dell’intera famiglia a pochi giorni dal drammatico evento. Le analisi e le perizie di laboratorio serviranno nei prossimi mesi a fare piena luce sulle dinamiche dell’accaduto.



