Le indagini dei carabinieri sull’incendio che ha colpito il cantiere degli Ottocannali nel centro di Vibo Valentia si concentrano sulle ore precedenti al rogo. Gli accertamenti puntano a chiarire chi sia entrato nell’area dei lavori del secondo lotto del progetto Maione, un intervento da circa 3 milioni di euro destinato alla rete fognaria e al drenaggio delle acque.
L’analisi delle immagini e le testimonianze dei lavoratori
Gli investigatori stanno esaminando i filmati della videosorveglianza della zona per individuare movimenti o mezzi anomali a ridosso dell’evento. L’analisi riguarda gli accessi, le vie di fuga e i veicoli transitati, confrontando gli orari con il momento dell’allarme. In parallelo, gli operai e i tecnici del cantiere vengono ascoltati per raccogliere elementi su eventuali presenze insolite o dettagli apparentemente insignificanti notati nei giorni precedenti.
L’ipotesi del dolo e le caratteristiche del rogo
La natura dei materiali coinvolti spinge le verifiche verso l’origine dolosa. Le fiamme hanno danneggiato circa 35 tubazioni in plastica del diametro di 400 millimetri, un materiale che necessita di un innesco per prendere fuoco. Il danno economico è stimato in alcune decine di migliaia di euro, contenuto dal tempestivo intervento dei vigili del fuoco. La pista dell’intimidazione a scopo estorsivo è tra le ipotesi al vaglio, ma la società Metal Edil, aggiudicataria dell’appalto, ha denunciato l’accaduto ai carabinieri senza che siano emerse precedenti minacce o richieste estorsive.
Il contesto territoriale e le reazioni istituzionali
L’episodio si inserisce in un contesto locale caratterizzato da recenti fatti analoghi ai danni di imprese e cantieri nel Vibonese, tra cui il raid a sei aziende nell’area industriale e il rogo di gennaio alla scuola Buccarelli. Il sindaco Enzo Romeo ha definito l’accaduto un «vile attentato incendiario», esprimendo solidarietà alla ditta e riponendo fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura. Le indagini proseguono per accertare le responsabilità e la matrice del gesto.



