Una crisi sociale senza precedenti sta mettendo a dura prova la tenuta economica di famiglie e lavoratori. L’allarme diffuso dall’Osservatorio Regionale delle Povertà della Calabria delinea un quadro critico, dominato dai rincari dei carburanti e dalla stagnazione dei salari fissi. Con il prezzo medio del diesel che ha raggiunto i 2,246 euro al litro sulla rete stradale ordinaria e ha superato i 2,30 euro in autostrada, la mobilità quotidiana è diventata un fattore di forte pressione finanziaria.
L’impatto dei rincari sui salari e sui beni di consumo
Le rilevazioni descrivono una situazione complessa per chi dispone di un unico reddito. A fronte di stipendi che si attestano mediamente sui 1.300 euro mensili, le spese legate ai trasferimenti per raggiungere il luogo di lavoro possono superare i 400 euro al mese per chi percorre lunghe distanze. Con una spesa di 20 euro si ottengono oggi circa 8 litri di gasolio, una quantità notevolmente inferiore rispetto al passato. Per pendolari e lavoratori fuorisede, l’automobile rappresenta un mezzo indispensabile, i cui costi di gestione incidono in modo significativo sul bilancio familiare.
L’aumento delle spese di trasporto incide inoltre sulla catena logistica, determinando ripercussioni sul costo dei beni di prima necessità e del carrello della spesa.
Le richieste per la tutela della stabilità economica
Le segnalazioni raccolte dall’ente mostrano come le difficoltà economiche stiano interessando fasce di popolazione precedentemente non esposte a situazioni di marginalità. Di fronte a questo scenario, l’Ufficio Stampa dell’Osservatorio Regionale delle Povertà della Calabria rileva la necessità di interventi da parte delle istituzioni nazionali e regionali:
“Interventi incisivi e permanenti sul prezzo dei carburanti, sterilizzando l’impatto delle accise e contrastando ogni speculazione lungo la filiera energetica.”
Tra le priorità individuate figurano anche l’adozione di misure a sostegno dei redditi bassi e medi, oltre ad azioni finalizzate a contenere il costo delle bollette energetiche e dei beni primari.
“Lavorare non può significare lavorare unicamente per pagarsi il carburante necessario a raggiungere il posto di lavoro. La legalità e la giustizia sociale si radicano difendendo la dignità dei lavoratori e impedendo che la sopravvivenza diventi l’unica prospettiva concessa ai cittadini.”



