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Anziana con emorragia cerebrale lasciata a casa: la denuncia della famiglia sui soccorsi a Catanzaro

Una donna di 80 anni, cardiopatica, invalida al 100% e affetta da demenza avanzata, è stata colta da un grave malore nella giornata di domenica 13 settembre. La vicenda è finita al centro di una denuncia social presentata dal nipote dell’anziana, il quale sollecita l’intervento della Regione Calabria e delle autorità sanitarie locali per fare luce sulla gestione dei soccorsi. La ricostruzione fornita dai parenti riporta l’assenza del medico a bordo del mezzo di soccorso intervenuto e il mancato trasferimento immediato della paziente in presidio ospedaliero.

I primi soccorsi e il mancato ricovero immediato

Secondo il racconto dei familiari, la donna avrebbe perso improvvisamente conoscenza, rimanendo in stato di gasping per diversi minuti. A seguito della chiamata al 112, l’ambulanza giunta sul posto dopo circa trenta minuti sarebbe risultata sprovvista di medico. Per l’esecuzione dell’elettrocardiogramma si è resa necessaria l’autorizzazione della centrale e la ricerca di un medico referente per la lettura del tracciato.

In concomitanza con l’intervento della guardia medica, i parenti hanno sollecitato il trasporto della donna in ospedale. Un’infermiera del personale di soccorso avrebbe tuttavia rassicurato la famiglia, affermando che il trasferimento non fosse necessario in quanto la terapia con flebo già somministrata a domicilio corrispondeva alle cure ospedaliere previste. Il quadro sintomatico è stato quindi condotto alle patologie neurologiche pregresse della paziente, determinando la conclusione dell’intervento sul posto.

Il peggioramento e la diagnosi di emorragia cerebrale

Nella mattinata di lunedì 14 settembre, l’aggravamento delle condizioni cliniche ha spinto la famiglia a richiedere nuovamente l’intervento dell’emergenza territoriale. A seguito della visita del medico di medicina generale, è stato disposto il trasporto d’urgenza presso l’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dove l’anziana è giunta intorno alle ore 9.

Gli accertamenti diagnostici svolti nel pomeriggio hanno evidenziato la presenza di un’emorragia cerebrale. A fronte di un quadro clinico ritenuto inoperabile e dell’assenza di prospettive terapeutiche risolutive, i familiari hanno espresso la volontà di riportare la congiunta presso la propria abitazione, nel rispetto dei desideri della donna.

Le contestazioni sui verbali di dimissione e l’appello alle istituzioni

La contestazione della famiglia riguarda la documentazione rilasciata dal Pronto Soccorso. Nel verbale delle 10.46 compare la dicitura relativa al rifiuto del ricovero dopo osservazione breve intensiva. I parenti sostengono di non essere mai stati informati di tale disposizione e negano la proposta formale di un ricovero in reparto. Nel documento viene inoltre annotata la richiesta di dimissioni volontarie a fronte dei rischi illustrati.

Il nipote della donna ha rivolto un appello al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiedendo verifiche sulla gestione del servizio 118, sulla disponibilità dei medici di emergenza e sulle procedure seguite presso l’Azienda ospedaliero-universitaria. Le strutture sanitarie coinvolte conservano la facoltà di fornire eventuali precisazioni o repliche ufficiali in merito alla ricostruzione dei fatti.