HomeCostume & SocietàAmbienteConservazione dei semi antichi e biodiversità...

Conservazione dei semi antichi e biodiversità agricola: a Rende la terza edizione del Simposio Nazionale

Un appuntamento interamente focalizzato sulla tutela delle risorse genetiche vegetali e sull’analisi delle strategie per contrastare la perdita di materiale genetico nelle campagne. Sabato 26 settembre 2026, dalle ore 9:30 alle 16:00, l’Hotel Europa di Rende ospiterà la terza edizione del “Simposio Nazionale sulla Conservazione dei Semi Antichi e della Biodiversità Agricola”.

L’iniziativa è promossa e organizzata dall’Associazione Scientifica Biologi Senza Frontiere in collaborazione con l’Associazione PerBenEssere, dando seguito a un percorso avviato con la prima edizione del 2025.

Ricerca scientifica e strategie per la salvaguardia delle riserve genetiche

Il focus della giornata scientifica riguarda la salvaguardia della diversità genetica vegetale, considerata nella sua complessa dimensione biologica, agronomica e ambientale. Le varietà locali e i sementi tradizionali rappresentano una riserva di caratteri di estremo interesse, in particolare per l’adattamento ai cambiamenti ambientali e per la resilienza dei sistemi produttivi.

Il programma propone un confronto multidisciplinare che integra le competenze di biologi, agronomi, ricercatori e rappresentanti del settore primario. Durante le sessioni di lavoro verranno approfondite le metodologie di conservazione in situ ed ex situ, oltre alle procedure di caratterizzazione e documentazione necessarie per la valorizzazione del patrimonio autoctono.

L’evento ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Cosenza, della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, di ARSAC, del CAI – Sezione di Cosenza e di Agrocepi, con il contributo della collaborazione scientifica del CREA.

Dal confronto accademico alle produzioni del territorio

La fase conclusiva dei lavori intende tracciare un ponte tangibile tra l’ambito della ricerca teorica e le realtà produttive della filiera agroalimentare. Al termine degli interventi è prevista un’esposizione curata da ARSAC, interamente incentrata sulle risorse e sulle produzioni legate alla biodiversità agraria.

A seguire, uno spazio dedicato alla presentazione e alla degustazione di prodotti tipici permetterà di verificare direttamente il legame che unisce le risorse genetiche conservate, le prassi colturali e l’identità gastronomica dei territori.