L’Associazione Legalità Democratica, per bocca del suo presidente Maximiliano Granata, ha sollevato forti dubbi in merito alle procedure amministrative relative allo sviluppo e al trasferimento dell’aeroporto di Scalea. Al centro dell’attenzione c’è la deliberazione del Consiglio comunale numero 25 del 22 giugno 2026, unitamente allo schema di accordo tra il Comune, la Regione Calabria, ENAC ed ENAC Servizi. L’operazione coinvolge le particelle 729 e 730 del foglio 18, corrispondenti a oltre 33 ettari di proprietà comunale destinati a confluire nel Demanio pubblico dello Stato.
La natura dell’intesa approvata viene definita dall’associazione come un accordo quadro che rinvia a momenti successivi aspetti cruciali quali le modalità di gestione degli interventi, l’erogazione di ulteriori finanziamenti e la copertura economica della futura gestione della struttura. Suscita particolari interrogativi anche la clausola che consente la consegna anticipata delle aree rispetto al perfezionamento del trasferimento demaniale, fattore che richiede la verifica dell’eventuale adozione di specifici atti di cessione e delle relative responsabilità di custodia.
Le risorse finanziarie e i rilievi di natura giuridica e contabile
Un altro nodo centrale riguarda lo stanziamento di 1.892.786 euro di fonte regionale, destinato alla riqualificazione dell’aerostazione e alla realizzazione delle infrastrutture connesse. Il Presidente dell’associazione evidenzia la necessità di rendere noti il soggetto attuatore, il dettaglio delle opere previste e il relativo cronoprogramma, oltre a chiarire il destino del finanziamento nel momento in cui la titolarità del bene passerà all’amministrazione statale.
Sotto il profilo procedurale, si evidenzia la necessità di verificare la presenza del parere di regolarità contabile previsto dall’articolo 49 del TUEL, da acquisire in presenza di atti con riflessi sul patrimonio dell’ente. Vengono inoltre rilevate imprecisioni formali nel testo approvato, tra cui un rinvio interno errato all’articolo 13 dell’accordo e la scelta del Foro di Roma per la risoluzione delle controversie, in potenziale contrasto con le norme sul processo amministrativo che regolano gli accordi tra pubbliche amministrazioni.
L’Associazione Legalità Democratica ha annunciato l’intenzione di richiedere l’accesso a tutta la documentazione inerente al fascicolo economico, agli atti di trasferimento e ai testi definitivi sottoscritti dalle parti per confrontarli con le deliberazioni adottate dal Consiglio comunale.



