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Testimoni di Geova, svolta storica sulle trasfusioni: via libera ai quattro componenti principali del sangue

Una regola che per decenni ha segnato la vita e la dottrina dei Testimoni di Geova cambia in modo significativo. I fedeli possono ora accettare e donare globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine, mentre resta esclusa la possibilità di ricevere sangue intero proveniente da un’altra persona.

L’annuncio è giunto con il sesto aggiornamento del 2026 del Corpo direttivo dei Testimoni di Geova, intitolato «2026 Governing body update number 6», diffuso sul portale ufficiale del movimento. La novità riguarda direttamente i quattro componenti primari dell’emocomponente e va a modificare una posizione dogmatica che per lungo tempo ha condizionato le decisioni in ambito sanitario dei membri della comunità.

La decisione e il principio della scelta individuale

La modifica è stata illustrata attraverso un filmato dedicato alle questioni dottrinali. Durante la spiegazione viene richiamato un passaggio della Lettera di Paolo ai Galati: «Ciascuno porterà il proprio fardello». Il testo biblico viene citato per sottolineare come la decisione di accettare tali trattamenti spetti ora alla coscienza personale del singolo fedele, senza che questo debba subire valutazioni o giudizi da parte della congregazione.

Nel corso dell’intervento è stato ricordato anche il precedente intervento dottrinale del marzo 2026, inerente alle procedure di autotrasfusione. Su questo solco si inserisce il nuovo orientamento: «Questo principio si applica anche ai quattro maggiori componenti del sangue».

I quattro elementi citati rappresentano la quasi totalità delle procedure trasfusionali della medicina contemporanea, all’interno della quale l’uso del sangue intero è ormai considerato una pratica residuale.

Le origini del divieto e l’impatto sulla comunità

La posizione di rifiuto delle trasfusioni da parte dei Testimoni di Geova risale al periodo della Seconda guerra mondiale. Attraverso l’interpretazione letterale di specifici passi delle Scritture, la guida del movimento stabilì il precetto di astenersi dall’uso del sangue. Negli anni, tale rifiuto si è strutturato come uno dei tratti identitari più noti del gruppo, creando spesso delicate e complesse implicazioni etiche e giuridiche al momento di accedere alle cure mediche.

Sull’impatto storico di questa norma, l’associazione AJWRB, favorevole al superamento del divieto, ha ipotizzato circa 33.000 decessi riconducibili alla rinuncia alle trasfusioni tra il 1961 e il 2016. Si tratta di una stima sul cui rigore scientifico ed effettivo riscontro numerico permangono tuttavia riserve, data la difficoltà di verificare con certezza i dati relativi a tali scelte terapeutiche. Sul territorio italiano la comunità dei Testimoni di Geova conta circa 250.000 aderenti.