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Conte in Calabria: “Spostare i 13,5 miliardi dal Ponte sullo Stretto alle scuole”

I rincari quotidiani che pesano sulle famiglie italiane diventano il punto di partenza per una dura contestazione all’operato dell’esecutivo. Da Diamante, in occasione della chiusura della prima Summer School del Network giovani del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte lega l’aumento del costo della vita alla critica sulle scelte d’investimento nazionali, mettendo in discussione la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Il caro carburante e le priorità dell’esecutivo

L’analisi del leader pentastellato parte dalle emergenze economiche che mettono a dura prova il potere d’acquisto dei cittadini. “Oggi addirittura il gasolio a 2,5 euro al litro. E il governo cosa fa?”, incalza Conte, mettendo in luce l’inadeguatezza degli interventi messi in campo finora.

Il presidente del M5S sposta quindi l’attenzione sui temi dell’istruzione e sulle iniziative della maggioranza: “Ma la strategia del governo qual è? Si occupa di che cosa? Del velo nelle scuole? Per 4 anni, se si voleva occupare delle scuole, doveva fare più investimenti nelle scuole”. Secondo Conte, la distanza tra i provvedimenti politici e le necessita della popolazione rimane netta: “E comunque l’urgenza degli italiani è il caro carburante, il caro bollette, l’inflazione, la spesa alimentare ormai alle stelle”.

Risorse al capitale umano e trasporti locali

Il nodo principale della contestazione riguarda l’impiego dei fondi pubblici per le infrastrutture. Il Ponte sullo Stretto viene indicato come l’emblema di un indirizzo economico sbagliato rispetto alle reali necessità dei territori e dei servizi primari.

“Dovrebbe prendere i soldi del ponte sullo Stretto, 13 miliardi e mezzo, e metterli nelle scuole dove servono soldi, finanziamento, non tagli come sta facendo”, dichiara Conte, confermando la ferma opposizione al progetto: “Sbaglia a insistere in un progetto che andava completamente ripensato, quantomeno”. Il ragionamento evidenzia come le reti stradali e ferroviarie in Calabria e Sicilia versino ancora in condizioni critiche.

La destinazione alternativa di queste risorse punta alla formazione delle nuove generazioni: “Quei soldi andrebbero adesso assolutamente messi prioritariamente per creare un ponte, sì, ma sul futuro dei nostri giovani. Immaginate scuole aperte con laboratori informatici, linguistici, teatrali, impianti sportivi offerti ai nostri giovani. Investiamo nei nostri giovani, il capitale umano è la nostra scuola”.

Sanità e liste d’attesa: la proposta del fondo perequativo

Dalle infrastrutture l’attenzione si sposta sul sistema sanitario calabrese e nazionale, segnato dalle difficoltà nell’accesso alle cure e da tempi d’attesa prolungati. “Purtroppo ho girato in lungo e in largo la Calabria molte volte, conosco bene la realtà anche sanitaria di questa regione. C’è ancora tanto da fare, c’è tanto da fare in tutta Italia perché le liste d’attesa sono ancora lunghissime”, osserva il presidente del Movimento.

Per affrontare la criticità viene richiamata la proposta scaturita dal percorso partecipativo di Nova: “Noi per questo abbiamo proposto con Nova, con i cittadini che hanno partecipato, una nuova iniziativa rivoluzionaria”. L’ipotesi prevede il coinvolgimento del settore privato accreditato: “Creiamo un fondo perequativo, lo istituiamo a livello nazionale perché le cliniche private, quindi la sanità privata in questo momento si sta arricchendo, offra ovviamente un contributo alla sanità pubblica per ridurre le liste d’attesa”.

Il cantiere delle idee con le nuove generazioni

L’evento di Diamante ha concluso una tre giorni promossa dal Network giovani del M5S insieme al gruppo The Left del Parlamento europeo e alla Scuola di formazione del Movimento. L’iniziativa ha visto la partecipazione di cento giovani attivisti impegnati in lezioni e laboratori su economia, disuguaglianze e scenari internazionali, con gli interventi di esponenti e studiosi tra cui Stefano Fassina, Pino Arlacchi, Andrea Roventini, Pasquale Tridico, Vittoria Baldino, Roberto Fico e Alessandra Todde.

Nel discorso conclusivo, Conte rivendica il valore del confronto aperto: “I giovani hanno voglia di capire quello che sta succedendo in Italia e nel mondo. Hanno tantissime sfide, vogliono parlare del loro presente e anche del loro futuro”. Il principio guida rimane quello dell’ascolto paritario: “Non possiamo, come dire, parlare a loro dall’alto in basso. Dobbiamo coinvolgerli come abbiamo fatto a Nova”. Le istanze emersi durante i lavori saranno integrate nel dibattito politico: “Noi li abbiamo lasciati discutere, dialogare e parlare e fare anche le loro proposte che porteremo al tavolo con le altre forze politiche”.