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M5S, conclusa la prima Summer School a Diamante. Tridico: “I giovani la chiave per le prossime elezioni”

Si è chiusa a Diamante, in Calabria, la prima edizione della Summer School organizzata dal Movimento 5 Stelle, un evento di formazione e confronto che ha visto la partecipazione attiva delle ragazze e dei ragazzi del Network Giovani. L’iniziativa si è conclusa con l’intervento del Presidente del Movimento, Giuseppe Conte, al termine di una tre giorni ricca di dibattiti condotti insieme ad accademici ed esperti.

Le proposte economiche e sociali per il futuro delle nuove generazioni

Al centro dei lavori figurano diversi temi chiave per l’agenda politica del Movimento, sviluppati in continuità con quanto emerso dall’assemblea Nova. Tra le principali iniziative figurano l’introduzione di una dote di 15.000 euro destinata ai diciottenni — finanziata attraverso il ripristino della progressività fiscale —, l’istituzione del salario minimo per contrastare il lavoro povero e lo sfruttamento, e un deciso incremento delle risorse destinate a istruzione e ricerca, a scapito della spesa per il riarmo.

Tridico: “Serve una rivoluzione culturale che rimetta al centro i giovani”

Sull’esito dell’evento è intervenuto Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.

“Si è conclusa con l’intervento del Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte la prima edizione della Summer School del Movimento 5 Stelle. È stato un grande successo di partecipazione e di formazione per le ragazze e i ragazzi del Network Giovani, che si mettono in gioco per costruire il loro futuro e quello di tutta la società. Durante i tre giorni di confronto con accademici ed esperti a Diamante, in Calabria, sono emerse tante proposte in linea con quanto deliberato a Nova: una dote di 15mila euro per i 18enni finanziata recuperando la progressività fiscale, il salario minimo come antidoto allo sfruttamento, maggiori investimenti nell’istruzione e nella ricerca e non nel riarmo. Il diritto a studiare, a farsi una famiglia, ad avere un lavoro dignitoso e a restare nel luogo in cui si è nati non può restare sulla carta: serve una rivoluzione culturale e sociale che rimetta i giovani al centro delle decisioni pubbliche con forti investimenti pubblici. Così come abbiamo vinto con il referendum sulla giustizia, l’entusiasmo e la grande mobilitazione dei giovani può diventare la chiave di volta per vincere le prossime elezioni politiche. Puntiamo su di loro per mandare il governo a casa”, ha affermato l’eurodeputato nella nota ufficiale.