La Camera dei deputati ha approvato l’ordine del giorno presentato da Andrea Gentile, deputato di Forza Italia, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 144 del 2026, riguardante la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali. L’atto impegna l’Esecutivo ad adottare le iniziative normative necessarie per consentire al Ministero della Cultura di assumere a tempo indeterminato il personale già impiegato con contratti a termine ai sensi dell’articolo 50-ter del decreto-legge n. 73 del 2021.
Il provvedimento riguarda circa 320 professionisti selezionati tramite concorso e operativi da circa tre anni. I loro contratti, giunti al limite massimo di 36 mesi complessivi, non risultano ulteriormente prorogabili. La misura richiesta prevede una procedura di reclutamento riservata, da attuare anche nei limiti delle facoltà assunzionali disponibili, rivolta al personale in possesso dei requisiti generali, dei titoli di studio idonei e di almeno 36 mesi di servizio maturati entro il 31 dicembre 2026. L’atto richiama inoltre quanto già attuato per i lavoratori assunti con la medesima norma presso il Ministero della Giustizia.
Le dichiarazioni e le prospettive per il territorio
L’approvazione dell’atto indirizza l’azione istituzionale verso la copertura definitiva delle piante organiche del Ministero. «La Camera ha approvato l’ordine del giorno da me presentato che impegna il Governo ad adottare le necessarie iniziative normative per consentire al Ministero della Cultura di assumere a tempo indeterminato il personale già impiegato con contratti a termine ai sensi dell’articolo 50-ter del decreto-legge n. 73 del 2021. È un passaggio politico e istituzionale di grande importanza, che indica con chiarezza la strada da seguire per dare una risposta strutturale a lavoratori da troppo tempo sospesi nell’incertezza», dichiara Andrea Gentile.
Il deputato sottolinea l’importanza dell’esperienza maturata sul campo dagli operatori impiegati nei musei e nei servizi territoriali. «Chiediamo l’avvio di un percorso normativo serio e definitivo. Queste persone, prima ancora dell’assunzione a tempo determinato, avevano già svolto percorsi di formazione e lavoro negli stessi uffici. Hanno accumulato competenze, esperienza e anni di servizio che vanno ben oltre la durata formale degli attuali contratti. Disperdere un simile patrimonio professionale sarebbe ingiusto per i lavoratori e dannoso per l’amministrazione», prosegue Gentile, evidenziando come l’atto recante anche la firma del deputato Giovanni Arruzzolo richieda un seguito normativo sollecito.
Il percorso avviato vedrà il coinvolgimento delle istituzioni locali per giungere all’attuazione della norma. «Ora continueremo a lavorare con il Presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto e il Segretario regionale Francesco Cannizzaro, da sempre attenti alle esigenze dei lavoratori, affinché l’impegno assunto dal Governo trovi attuazione attraverso la norma necessaria e la procedura possa essere avviata senza inutili ritardi. Il nostro impegno prosegue con ancora maggiore determinazione. La cultura e la tutela del patrimonio non possono poggiare sull’incertezza di chi, ogni giorno, assicura servizi essenziali allo Stato e alle comunità. Stabilizzare queste professionalità significa riconoscere il lavoro svolto, garantire continuità agli uffici e rafforzare la capacità della Calabria di custodire e valorizzare la propria straordinaria eredità culturale», conclude Gentile.



